giuliano

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IL TOMO

sabato 28 aprile 2018

E SIAMO STRAORDINARIAMENTE E ASSOLUTAMENTE NOI ovvero linguaggi ‘metafisici’ nel Labirinto posti (Seconda parte) (22)



















Precedenti capitoli:

Il Labirinto (21)

Prosegue in:

Il Labirinto (Terza Parte) (23)














…Circa il precedente complesso capitolo nel Labirinto posto, traggo ispirazione e le dovute, non dico ed affermo conclusioni, ma se non altro ‘introduzioni’ per esplicitare un Pensiero sì complesso il quale però nella propria ermetica estensione dire ed afferma molto più di quanto intende e/o sottintendente; il problema forse risiede, nel divario e dovuto distinguo fra due differenti culture: l’occidentale con i propri limiti e valori e l’orientale… Il che tradotto per i dotti che leggono ed interpretano, o vorrebbero, in ‘retta parola’ cotal astruso incomprensibile linguaggio’ vuol dire che esiste e sussiste un divario ‘formale’ ed ‘informale’ nel procedere di un Pensiero Filosofico e la Metafisica il quale lo completa e con questo una Storia che lo nobilita ed esplicita affermando, o al contrario, limitandolo…, ponendo e sottintendendo tutti i limiti del proprio ed altrui pensare e ragionare… Compresa anche l’impossibilità di poterlo correttamente fare giacché la ‘materia’[filosofica e non] non gradisce formalmente ed informalmente diversa ragione dal proprio circoscritto ‘limite limitante’ cui ognuno indistintamente oggetto e soggetto… Del resto la mela rimane ‘frutto’ per sempre proibito! Per una maggiore comprensione della propria capacità estensiva di taluni argomenti, quindi, bisogna rivolgersi ad una diversa concezione del Pensare… e con essa una più antica dottrina….




Circa quest’ultimo punto, non sarà forse inutile ricordare fin d’ora che l’attenzione da noi prestata a considerazioni di tale ordine non implica affatto che lo STATO UMANO occupi una posizione privilegiata nell’insieme di ciò cui intendiamo ESISTENZA universale, O SIA METAFISICAMENTE CONTRADDISTINTO, RISPETTO AGLI ALTRI STATI, dal possesso di una qualunque prerogativa. In realtà lo stato umano è soltanto uno stato di manifestazione come tutti gli altri, e fra un numero indefinito di altri; esso si trova, nella gerarchia dei gradi dell’ESISTENZA, nella posizione assegnatagli dalla sua stessa natura, cioè dal carattere limitante delle condizioni che lo definiscono, e quella posizione non gli conferisce né superiorità né inferiorità assolute…

…Se talvolta dobbiamo prendere in esame tale stato, è dunque unicamente perché esso acquista per noi, ma per noi soltanto, un’importanza speciale, essendo lo stato in cui di fatto ci troviamo; si tratta di un punto di vista del tutto relativo e contingente, quello degli individui come noi nel nostro attuale modo di manifestazione. Perciò, in particolare, quando parliamo di stati superiori e inferiori dobbiamo operare tale ripartizione gerarchica sempre in relazione allo stato umano preso come termine di paragone, poiché nessun altro stato è direttamente  sperimentabile da noi in quanto individui; e non si deve dimenticare che ogni espressione, essendo racchiusa in una forma, si effettua necessariamente in modo individuale, sicché di qualunque cosa vogliamo parlare, anche delle VERITA’ DI ORDINE PURAMENTE METAFISICO, possiamo farlo solo scendendo ad un ordine completamente diverso, essenzialmente relativo e limitato, che consenta di tradurle nel linguaggio proprio delle individualità umane.




…E non è difficile comprendere tutte le precauzioni e le riserve imposte dall’inevitabile imperfezione di questo linguaggio, così manifestamente inadeguato a ciò che deve esprimere in tale caso; la sproporzione è evidente, e del resto si può dire altrettanto di ogni rappresentazione formale, qualunque sia, comprese le rappresentazioni propriamente simboliche, che pure sono incomparabilmente meno limitate del linguaggio comune, e di conseguenza più adatte a trasmettere verità trascendenti – donde il loro impiego costante in ogni insegnamento che possegga un carattere tradizionale…

…Perciò, come abbiamo già ripetuto e sottolineato, è opportuno, per non alterare la verità con una esposizione parziale, restrittiva o sistematica, tenere sempre conto dell’INESPRIMIBILE, ossia di ciò che NON PUO’ ESSERE RACCHIUSO IN ALCUNA FORMA e che, METAFISICAMENTE, è in realtà quel che più conta, anzi, potremmo dire tutto l’essenziale…

…La Possibilità Universale è in verità e per il vero, ILLIMITATA, e non può che essere illimitata; volerla concepire in modo diverso è dunque in realtà, come condannarsi a non poterla concepire affatto. Ne discende che TUTTI I SISTEMI FILOSOFICI DELL’OCCIDENTE MODERNO sono ugualmente IMPOTENTI DAL PUNTO DI VISTA METAFISICO, cioè universale, e lo sono precisamente in quanto sistemi, essi sono infatti, come tali, CHE CONCEZIONI LIMITATE LIMITANTI CHIUSE, le quali possono, per alcuni loro elementi, avere un certo valore in un àmbito relativo, ma diventano pericolose e false nel momento in cui, prese nel loro insieme, ambiscono a qualcosa di più e PRETENDONO DI ESSERE UN’ESPRESSIONE DELLA REALTA’ TOTALE.




…Senza dubbio, è sempre legittimo considerare in particolare, se lo si ritiene utile, certi ordini di possibilità a esclusione di altri, ed è appunto quanto, in definitiva, QUALUNQUE SCIENZA FA NECESSARIAMENTE; ma non è legittimo affermare che ciò rappresenta L’INTERA POSSIBILITA’ E NEGARE DI CONSEGUENZA TUTTO QUEL CHE OLTREPASSA LA PORTATA DELLA PROPRIA COMPRENSIONE INDIVIDUALE, più o meno strettamente limitata…

…Eppure è questa, in varia misura, la caratteristica essenziale della sistematicità che pare inerente a TUTTA LA FILOSOFIA OCCIDENTALE MODERNA; ed è uno dei motivi per cui il pensiero filosofico, nel senso corrente del termine, NON HA E NON PUO’ AVERE NIENTE IN COMUNE CON LE ‘DOTTRINE’ DI ORDINE PURAMENTE METAFISICO…

(R. Guénon)

(Prosegue...) 














   

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