giuliano

mercoledì 27 luglio 2016

KULUNGE RAI (fughe & confini) (4)


























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Giochi di Specchi (3)

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Kulunge Rai (5)













“…Se dunque vediamo la volontà – che ho dimostrato essere la cosa in sé, la sola realtà dell’essere, l’essenza della Natura – causare tramite l’individuo, nel magnetismo animale e non solo, fenomeni inspiegabili con le leggi di casualità, cioè le leggi naturali, anzi in una data misura confutare tali leggi e operare una reale actio in distans, mettendo quindi in luce la realtà di un dominio soprannaturale, cioè metafisico, non saprei quale altra conferma della mia teoria si dovrebbe esigere.
Infatti, un magnetizzatore, il conte Szapary, che non sapeva certamente nulla della mia filosofia, fu indotto dai propri esperimenti ad aggiungere come spiegazione al titolo della sua opera Ein Wort uber animalischen Magnetismus, Seelenkorper und Lebensessenz, 1840, le seguenti parole davvero significative: ‘ovvero prove fisiche che il magnetismo animale è l’elemento e che la volontà è il principio di ogni vita spirituale e corporea’.
Il magnetismo animale si presenta quindi come la metafisica pratica, come quella di Bacone da Verulamio, nella sua classificazione delle scienze chiamava magia: vale a dire la metafisica empirica o sperimentale. Dato che nel magnetismo animale la volontà appare come cosa in sé, si dissolve il princiopium individuationis (tempo e spazio), in quanto inerente al semplice fenomeno, crolla la barriera fra gli individui (e questi con la spazio condiviso): tra magnetizzatore e sonnambula non c’è più separazione nello spazio bensì comunanza di pensieri e di volontà; lo stato di ‘chiaroveggenza’ porta al di fuori di quelle condizioni proprie del mondo fenomenico, derivanti dal tempo e dallo spazio, chiamate vicinanza e lontananza, passato e futuro.
Perciò, nonostante numerose ragioni e pregiudizi contrari, a poco a poco si è sparsa l’opinione, trasformatasi in certezza, che il magnetismo animale ed i suoi fenomeni siano la stessa cosa di una parte dell’antica magia, l’arte misteriosa ed esecranda, della cui realtà sono stati convinti non solo i secoli cristiani che l’hanno tanta duramente perseguitata, ma, in ogni epoca, i popoli del mondo intero, compresi quelli selvaggi, la cui pratica viene punita con la morte dalla legge delle Dodici Tavole, dai libri di Mosé e dall’undicesimo libro delle Leggi di Platone. Con quanta serietà fosse considerata, anche nell’epoca romana più illuminata, si può vedere nella bella difesa in tribunale di Apuleio, accusato di stregoneria e che per tale imputazione era in pericolo di vita, in cui cerca soltanto di allontanare da sé l’accusa di magia, senza peraltro negarne la possibilità ed entrando nei particolari, come spesso accadeva nei processi di stregoneria del medioevo. In Europa, solo il Settecento fa eccezione al riguardo…”.
(A.S.)




Deliri

Da lontano, c’è una Foresta che spia* (*ed inerente a questo luminoso oggetto con cui si è soliti monitorare la progressiva via, talché mi sembra riduttivo offendere la…, giacché altro principio compone e persegue medesimo intento da ‘orango’ vestito possiamo ‘veicolarlo’ al ‘nero’ aspetto che a lui più conviene in quanto privato  dell’Anima Mundi dell’umano Spirito e con questo della Natura in lui riflessa… Sicché, infatti, meglio fuggire codesto ‘nero’ intento (attra)verso la Foresta della comune Natura là ove dimora ogni Elemento nell’equilibrio manifesto il quale dona infinita prospettiva e retta parola, nonché saggia e matura evoluzione al grembo della vita… [Così da non confondere il gorilla con un più nobile ‘pazzo’ ‘mago’ o ‘sciamano’ che sia…].  Nero e contrario aspetto di cui il male che da questo deriva non certo ‘bianca’ pretesa, ma avversa e malata Natura nella quale l’ ‘immaginazione o il desiderio generano il male, dunque, se qualcuno con l’immaginazione vuol recare danno ad un altro, oppure paralizzarlo, deve cominciare con l’attirare a sé la cosa e lo strumento, per poi imprimervi il desiderio: poiché ciò che riesce ad entrare può anche uscire tramite l’immaginazione… La magia è una grande scienza (bianca e nera che sia) occulta, come la ragione una grande follia manifesta…’ (Paracelso). E’ bene non confondere scambiare sminuire e privare la Verità dei suoi principi e contenuti anche in ciò che può sembrare apparente delirio rispetto alla concretezza con cui abituati a interpretare la ‘magia’ al canone della vita. In quanto in questa è pur manifesta antica ed alchemica ragione non priva di ‘nero’ principio nell’evoluto suo mascheramento, giacché essa compone la propria azione, non grazie alle forze della Natura né per via naturale, ma con l’ausilio di ogni motivo avverso a qualsivoglia Elemento. Così da pensarsi padrone e signore nel vero delirio non chiaramente manifesto, e tacendo, in verità e per il vero, ogni Dio e Dèmone avverso… Giacché è bene  non ricadere nei formalismi dei tempi antichi ove Santi e Diavoli barattati al mercato della ragione, e dove la follia regna e prospera e trae il giusto godimento nello spettacolo offerto quale intrattenimento al rogo della saggezza e verità taciuta…).
Che addita e chiama.
Sue vittime sono i fanciulli.
Invitati ad abbandonare il villaggio per smarrirsi nella selva che accerchia, da ogni parte, gli insediamenti dei Kulunge Rai.
E’ nel fitto della foresta che avviene l’incontro con i maestri invisibili, i primi responsabili della vocazione di ogni giovane sciamano: i primi ‘spiriti-guida’ del neofita. 

(Prosegue...)




















martedì 19 luglio 2016

DISCORSO INTORNO ALL'OPERAZIONE MECCANICA DELLO SPIRITO










































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NOTA DEL CURATORE DEL BLOG…

Il discorso che segue mi è giunto integro in ogni sua parte, ma poiché c’erano diverse cose in esso che il nostro comune tempo avrebbe potuto non gradire, l’ho conservato per qualche mese (causa dell’effetto del nuovo spirito riflesso nella luce degli odierni tempi equamente gestiti nelle fasce orarie convenute al canone prefissato nonché stipulato ciò sia sottinteso) col fermo proposito di non pubblicarlo (e non avvilire né tantomeno sminuire odierno  illuminato intento al canone stabilito ed alla luce ammirato…).
Successivamente, per consiglio e pressione di un mio giudizioso amico, ho tagliato ed operato severa censura come il partito comanda e distribuisce per amor di logica e onestà pubblica, e mi sono deciso a pubblicare (Frammenti…) del resto!
Dell’autore non so nulla, né posso dire se si tratta dello stesso dei pezzi precedenti, in quanto l’originale mi è stato inviato in epoca diversa ed in stile differente. Il lettore erudito saprà meglio decidere, e al suo giudizio io interamente mi affido.

All’egregio Signor T.H., presso i suoi appartamenti nell’Accademia dei Beaux Esprits della Nuova Olanda.

Signore,
è ormai da qualche tempo che ho in mente qualcosa non solo di molto importante, ma di assolutamente necessario alla salute (la qual Anima mi sembra privata in questi ultimi accidenti e tristi accadimenti…), e di tal valore che il mondo deve venirne (a capo) ed a conoscenza.
Anzi, per svelarvi il segreto, non riesco più a trattenerlo!
Tuttavia sono stato a lungo indeciso riguardo alla forma più adatta per divulgarlo. A tal proposito ho girato per tre giorni nel centro della grande metropoli come vagato per foreste di dèmoni antichi (fra Dio e Diavolo corre sottil alito e confino… e distinguere il Sentiero della Verità compone - passo logica dottrina e principio - di accordo, o, precipizio infinito dell’opposta rima coniugata alla materia… con cui  si è soliti distinguere secolare e pagano motivo all’ombra dell’Albero della vita, da una più moderna ‘parabola’ alla Spirito convenuta… letta all’ora in cui suggerisce ‘parola’ ad un pensiero perso o forse solo (pro)regredito… e più non dico…), così ho rinvenuto il titolo più idoneo come si è soliti rispondere ad un volgare impostore non certo apostrofandolo per nome, ma come al tempo antico convenuto, inviando ‘Una lettera ad un amico’ affinché l’interessato mai sia il vero destinatario di quanto qui riflettuto. Giacché la lettera non certo indirizzata al rinomato quanto stimato suo costume, o ancor peggio, indirizzo, ma solo ad un ‘amico’ di cui farà tesoro per coniare certa moneta, e pensare a questo indagandone la forma, trascurando così lo Spirito il quale spesso è come… ‘un prezioso Amico…'.   
Noi qui siamo Esuli Eretici per conto di codesto Frammento per di più anche deriso….
Dunque, Signore, per procedere secondo il metodo ora di moda (poiché, senza tema di smentita, sono sicuro che voi renderete merito, o, al contrario, diffamerete con ogni vostro  - spirituale - mezzo il contento appena vi giungerà…: La Storia è pur cosa seria…), desidero che confermiate davanti al mondo il carattere improvvisato di questo scritto, che solo ieri voi ed io abbiamo iniziato e discusso casualmente, che io ero soddisfatto quando ci siamo lasciati, e che per la fretta di inviarlo con la prima posta non ho avuto tempo e modo di ordinarlo e di correggerne lo stile (e di questo spero mi perdonerete…).
E, se solo, scuse negligenze o riferimenti a cose e fatti veri o reali, nonché errori grammaticali, o ancor peggio, Rime o altri Frammenti alieni (allo spirito del comune nostro tempo) vi verranno evidenziati durante la lettura, vi prego fin d’ora di inserirle (come vs stile), e vi prometto che ve ne sarò riconoscente per la dovuta censura il qual vero destinatario, mi par logico e sottinteso, deve essere soggetto più che stimato e tutelato nello stile della sua natura...
Vi prego, altresì, Signore, di presentare nella vostra prossima lettera ai ‘Virtuosi Irochesi’ delle Cascate, i miei umili servigi sia agli Irochesi detti, nonché alla Riserva i quali li ospita (fra una nuotata e l’altra di fratello fiume) e di assicurarli che presto invierò loro una dettagliata relazione circa i fenomeni degli Elementi qui precipitati in pioggia continuata (giammai sia detto che la Stagione mutata…) ed ora al deserto della comune sventura al Bosco degli Spiriti consumata (ogni calura). Confermo di non aver ricevuto nemmeno una ‘riga’ o il minimo ‘insulto’ dai ‘Letterati’ della Riserva e questo è di materiale sollievo per ogni ‘ verde equilibrio prefissato’.
Ed ora, signore, avendo detto quel che avevo da dire sulla forma del mio scritto e sui miei modi di rendere ugual servigi da voi offerti, vi supplico di volermi lasciare procedere nella mia discussione (fra un intervallo e l’altro con cui gli ‘Irochesi della Riserva’ ci concedono qualche istante di riposo…).

…La ‘parola’ (così come l’arte) nella sua eccezione universale, può essere definita come un ‘sollevarsi dell’Anima e delle sue facoltà al di sopra della materia’. Questa definizione è generalmente valida, ma io la intendo come applicata solo alla religione, nella quale ci sono tre modi fondamentali di ‘eiaculare’ l’Anima, ovvero di trasportarla oltre la sfera della materia.
Il primo è l’atto immediato di Dio, ed è chiamato profezia o ispirazione.
Il secondo è l’atto immediato del diavolo, ed è denominato invasamento.
Il terzo è il prodotto delle cause naturali, l’effetto di una forte immaginazione, della malinconia, della collera, dell’angoscia, del dolore e simili.