giuliano

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IL TOMO

giovedì 21 gennaio 2016

GLI ORRORI DEI GHIACCI E DELLE TENEBRE






































Prosegue in:

Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre... (2)













Con il giorno della sua partenza Mazzini mi diventa distante proprio come
l'equipaggio della 'Admiral Tegetthoff'.
Il fatto che lo abbia conosciuto, diversamente dal macchinista Krisch o dal
nostromo Lusina, non mi permette molto di più che ricostruire delle proba-
bili situazioni; situazioni che non sono contenute negli appunti di Mazzini.




Così riordino le poche tracce di cui dispongo, colmo le lacune con delle
supposizioni, però, quando, giunto alla fine di una catena di indizi, dico
'così fu', sento come se ne abusassi peccando di indiscrezione.
La partenza di Mazzini mi pare allora come un trapasso dal mondo reale
a quello possibile.




Ricordo un pomeriggio, molto tempo dopo la scomparsa di Mazzini, quan-
do entrai per la prima volta nella sua stanza con Anna Koreth. La libraia in-
dossava un camice da lavoro e un foulard, come se avesse voluto protegger-
si dalla gran polvere.




Invece le particelle depositatesi in quei mesi erano appena sufficienti per
rendere visibile l'impronta di una mano sul piano di un tavolo o su uno scaf-
fale.
Anna Koreth aprì la finestra.
Lieve e continua, come traboccante dal colmo di un argine, la corrente d'a-
ria fredda lambì il davanzale, e una porta si chiuse con un tale schianto che
la vedova dello scalpellino, intenta in fondo a un corridoio a fare quello che
sempre faceva, si arrestò un attimo; il rumore della sua macchina per magli-
eria s'interruppe.




Anna Koreth prese dal cassetto del tavolo alcune posate nichelate e poi lo
richiuse, avvolse con carta di giornale le stoviglie, anche il barattolo del tè,
e stipò tutto in un cartone.
Alla sera la stanza era vuota.
Nell'avvolgere il tappetto, dalla lana saltarono fuori dei granelli di sale.
La macchia rosso pallido si dissolse come l'impronta terrosa su una palla
di neve fatta rotolare su un prato d'inverno.




All'epoca mi ero già così familiarizzato con i diari di Mazzini, che questa
macchia di vino rosso mi catapultò su un lastrone di ghiaccio: Mazzini a-
veva descritto gli orsi polari cacciati dall'elicottero con fucili anestetizzati.
E' un movimento inimitabile, quasi aggraziato, quello con il quale questi
animali si rizzano, allungano il muso verso l'alto fiutando qualcosa (poi...
talvolta nonostante l'enorme 'mole' corrono a perdifiato sul ghiaccio...).




L'elicottero si avvicina e allora accade ciò che nell'Artico non accade
quasi mai: gli orsi si danno alla fuga, si allontanano trottando, sempre più
veloci; infine non è più un trotto, ma una corsa elastica e possente.
Le bestie superano le ampie crepe che solcano le placche, attraversano i
 canali a nuoto e mutano improvvisamente e inaspettatamente direzione.




Ma poi l'elicottero è sopra di loro, vengono colpiti dalle frecce e la corsa
si trasforma in un malfermo barcollio.
Infine giacciono sul ghiaccio; lontani tra loro.
Sono tre.
Viene loro strappato un dente dalla bocca.
Una macchia di sangue stilla sul ghiaccio accanto al cranio.




Con una pinza si applica loro un marchio metallico all'orecchio, un sotti-
le rivolo rosso cola lungo la pelliccia sulla quale viene infine spruzzato an-
che un grande contrassegno colorato.
Così si potranno seguire i percorsi degli orsi per centinaia di chilometri di
ghiaccio. La macchia di sangue, sulla quale si formano rapidamente cristal-
li di ghiaccio, impallidisce.




(Anche a questa macchia si riallaccia un ricordo: nel corso della sua avven-
tura, l'equipaggio della 'Admiral Tegetthoff' abbatté 67 orsi polari, con fucili
Lefaucheaux e carabine Werndl.
I cadaveri venivano smembrati con scuri e seghe da ghiaccio sempre secon-
do il medesimo schema: il cervello agli ufficiali, la lingua a Kepes, medico del-
la spedizione, il cuore a Orasch, il cuoco, il sangue ai malati di scorbuto....
l'arrosto di polmoni e le cosce alla mensa comune, il cranio, la spina dorsale
e le costole ai cani da slitta, la pelliccia in un barile e il fegato...ai rifiuti...)




I cristalli di sale rimasti sul nudo pavimento di parquet non riportavano alla
mente nient'altro.
Quando abbandonammo la casa, la vedova dello scalpellino stava ancora
seduta alla sua macchina per maglieria; prese non noncuranza le banconote
che Anna le diede....
Era tardi.
Nell'oscurità cominciò a nevicare.....

(C. Ransmayr, Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre)

(Prosegue...)



















martedì 19 gennaio 2016

PENSIERI 'VUOTI' PER UN MONDO COLMO DI VIOLENZA













































In memoria di John Ruskin:

08/02/1819 - 20/01/1900

Prosegue in:

Visioni senza Tempo














Tempi brutti, jetsune kuchog - disse, dopo aver finito l'ispezione.
Lo spirito degli uomini è rivolto alla cattiveria, pensano solo a
farsi del male.
Cercando solo il proprio bene, preparano la loro rovina.
Sono ciechi; gli manca la tranquillità nella quale sviluppare la 'vi-
sione profonda' (ed anche quando pensano di ottenerla, la muta-
no a proprio vantaggio) che produce saggezza.
(A. David-Néel)

La geologia ha assodato che vi sono nel pianeta delle 'linee di
frattura' dove l'assestamente interno del globo non è ancora ter-
minato.
Intorno a quelle 'linee di frattura' si verificano i terremoti con tutti
i danni e le vittime che determinano (siamo arrivati proprio a ques-
to fiume mio 'amur', di una terra già ampiamente esplorata...).
Quando con l'andar del tempo, una linea di frattura si sistema, i
terremoti cessano e gli abitanti della zona possono finalmente vive-
re tranquilli. Succede pressapoco qualcosa di simile per quanto
si riferisce alle lotte degli Stati ed alle rivalità degli Imperi.
Vi sono delle linee di frattura sulle quali le nazioni e le stirpi non si
sono ancora assestate.
Quelle zone sono sismiche.
Vi si ammassano le fortificazioni, vi si condensano gli intrighi, vi
si arroventano le passioni fino a che si determina il piccolo terre-
moto, la crisi, od il grande terremoto, la guerra.....
Poi vi è una vasta terra che pensi di scorgere, scrutare, spia-
re...vedere... ma.......(P. Autier)
(M. Appelius)




























Un tempo, quando si voleva combattere gli uni con gli altri, ci si
misurava in base alla forza fisica; adesso basta un solo uomo che
imbracci un fucile dall'alto di una collina perché sia possibile sop-
primere migliaia di vite.
Questa è la civiltà.
Una volta, gli uomini lavoravano all'aria aperta soltanto finché pia-
ceva loro. Adesso migliaia di operai si ritrovano assieme e, per
matenersi, lavorano nelle fabbriche e nelle miniere. La loro condi-
zione è peggiore di quella delle bestie.
Sono obbligati a svolgere, a rischio delle loro vite, le più pericolo-
se mansioni, per il bene dei milionari....
Questa civiltà è tale che si dovrà solo avere un po' di pazienza e
si autodistruggerà.
(Ghandi)

E' mia ferma convinzione che l'Europa oggi non rappresenti lo
spirito di Dio o del cristianesimo, ma lo spirito di Satana.
E i successi di Satana sono tanto maggiori quando egli appare
con il nome di Dio sulle labbra.
L'Europa, oggi, è cristiana soltanto nominalmente.
In realtà adora Mammona.
(Ghandi)



















Voglio lo sviluppo, voglio l'autodeterminazione, voglio la libertà,
ma voglio tutte queste cose per l'anima.
Dubito che l'età dell'acciaio sia un avanzamento rispetto all'età
della pietra.
Mi è indifferente.
E' all'evoluzione dell'anima che l'intelletto e tutte le nostre facoltà
devono dedicarsi.
(Ghandi)

Vorrei che i nostri capi ci insegnassero a essere moralmente su-
premi nel mondo. Questa nostra terra, ci dicono, una volta era la
dimora degli Dèi.
Non è possibile concepire che gli Dèi abitino una terra resa pos-
sibile ed orribile dal fumo e dal fracasso di mille ciminiere e con
esse mille violenti in loro onore.
Fabbriche le cui strade siano traversate da motori rombanti, che
trascinano numerose vetture affollate di uomini la maggior parte
dei quali non sanno cosa cercano, che sono spesso distratti e i
cui temperamenti non migliorano per essere disagevolmente
pressati come sardine in scatola; che si ritrovano in mezzo a
completi estranei che li spingerebbero via, se potessero, come
essi butterebbero fuori quelli nello stesso modo, a loro volta.
Menziono queste cose perché sono considerate simboliche del
progresso materiale.
Ma non aggiungono un atomo alla nostra felicità.
(Ghandi)





















Il mondo è forse migliorato di qualche misura grazie ai veloci
mezzi di locomozione?
Come possono questi mezzi favorire il progresso spirituale?
E c'è un qualche limite all'ambizione dell'uomo?
Una volta ci accontetavamo di viaggiare a qualche miglio al-
l'ora; oggi abbiamo bisogno di superare centinaia di miglia al-
l'ora; un giorno potremmo desiderare di volare attraverso lo
spazio.
Quale sarà il risultato?
Il caos.
(Ghandi)

....Per concludere...
Detesto di tutto cuore questo folle desiderio di annullare la
distanza e il tempo, per incrementare gli appetiti animali e an-
dare in capo al mondo per poterli soddisfare.
Se la civiltà moderna sta in tutto questo, e io ho capito che è
così, ....LA DEFINISCO SATANICA.....
(Ghandi)















giovedì 14 gennaio 2016

1891- DECIFRARE L'UOMO CHE FU E SARA' (9)







































Precedenti capitoli:

1891- Decifrare l'uomo che fu e sarà (8)

Prosegue in:

1891- Decifrare l'uomo che fu e sarà (10)













....DOVE LA NEVE E’ INTERMITTENTE DURANTE LA STAGIONE FREDDA, LE PRECIPITAZIONI NEVOSE MEDIE TENDERANNO A DIMINUIRE VIA VIA CHE IL CLIMA SI RISCALDERA’ PRIMA DI CESSARE DEL TUTTO IN ALCUNI LUOGHI. E’ INTERESSANTE CHE L’AREA RICOPERTA DA COLTRE NEVOSA DURANTE LA PRIMAVERA E L’ESTATE SI SIA BRUSCAMENTE RIDOTTA DI CIRCA IL 10% dopo il 1986: questa diminuzione ha contribuito all’innalzamento delle temperature primaverili alle medie ed alte latitudini.
Ma al di là dell’entità complessiva delle precipitazioni, gli scienziati sono particolarmente interessati alla frequenza dei grandi rovesci e del rapido aumento del livello dei fiumi, date le implicazioni pratiche di questi eventi.
QUALI CAMBIAMENTI DOVREMO ATTENDERCI IN QUESTA FREQUENZA?




Il verificarsi delle precipitazioni è condizionato dall’umidità relativa, che è il rapporto della concentrazione del vapore acqueo rispetto al massimo valore di saturazione. Quando l’umidità relativa raggiunge il 100%, il vapore condensa in nubi, permettendo le precipitazioni. I modelli al calcolatore indicano che la distribuzione di umidità relativa potrebbe e dovrebbe variare in misura inferiore rispetto agli altri cambiamenti climatici. La concentrazione di vapore acqueo necessaria a raggiungere la saturazione nell’aria aumenta rapidamente con la temperatura: di circa il 6% per grado centigrado. Quindi, in un clima più caldo, la frequenza delle precipitazioni (che è legata alla frequenza con cui l’umidità relativa raggiunge condizioni di saturazione) varierà meno della quantità di precipitazioni (che dipende da quanto vapore acqueo si trova nell’aria). Inoltre, non solo un mondo più caldo avrebbe probabilmente più precipitazioni, ma l’evento medio di precipitazione sarebbe plausibilmente più intenso.
Varie analisi sembrano già confermare questo aumento di intensità. TEMPERATURE PIU’ ALTE ESSICCANO IL SUOLO INCREMENTANDO I TASSI DI EVAPORAZIONE ATTRAVERSO LE PIANTE. PARECCHI MODELLI FANNO PREVEDERE UN SIGNIFICATIVO AGGRAVAMENTO DEGLI EPISODI DI SICCITA’.




…ORA ESAMINIAMO IN LOCO LA CONSEGUENZA DI QUANTO DETTO E CI SPOSTIAMO NEL VASTO TERRITORIO DEL CANADA: IL NUNAVUT…

Il Nunavut è il nuovo territorio del Canada nato il 1° Aprile 1999: la creazione del terzo territorio del Canada è stato un prerequisito per arrivare alla richiesta formale degli Inuit. Il Nunavut comprende circa un quinto della geografia canadese e in questa area approssimativamente vivono circa 28.000 persone… Per migliaia di anni, gli Inuit, a prescindere le alterne condizioni meteorologiche nei vari decenni della loro permanenza nel nord dei loro stanziamenti, sono sopravvissuti con la raccolta delle risorse della terra. OGGI STA CRESCENDO LA CONVINZIONE E CON ESSA LA CERTEZZA CHE LE RISORSE STANNO CAMBIANDO E CHE MOLTI DI QUESTI CAMBIAMENTI SONO IL FRUTTO DELL’ATTIVITA’ INDUSTRIALE IN ATTO PROPRIO OLTRE I CONFINI DEL NUNAVUT.




Le grosse quantità di gas-serra che si stanno immettendo nell’atmosfera, come risultato dell’uso umano dei combustibili fossili nel mondo, stanno intensificando l’effetto serra naturale…, di conseguenza, diversamente da come sono abituati gli abitanti delle zone temperate, l’anno Inuit ha sei stagioni come rilevato in due o tre comunità di studio. Queste sono: Ukiaquaaq (da metà settembre all’inizio di ottobre); Ukiaq (da fine settembre all’inizio di novembre); Ukiuq (dall’inizio di novembre all’inizio di marzo); Upinngaqhaaq (marzo, aprile e maggio); Upinngaaq (da giugno all’inizio di agosto); e Aujaq (da metà agosto alla fine di settembre). In inuktitut ci sono anche i nomi diversi per i diversi tipi di neve e ghiaccio.
COSA HANNO NOTATO GLI INUIT?
I Nunavummiut stanno sperimentando drammatici cambiamenti da parecchie generazioni, ma i cambiamenti più pronunciati sono stati osservati negli ultimi dieci anni. Le comunità di studio sono tutte concordi nel dire che il tempo ora è molto instabile in confronto alle esperienze del passato. L’instabilità del tempo si nota nelle fluttuazioni della temperatura, nel cambiamento della direzione e dell’intensità del vento e delle caratteristiche delle tempeste…con tutto ciò che ne consegue per l’equilibrio della Natura e con essa dell’uomo…




ESISTE UNO SPECIFICO EQUILIBRIO-SQUILIBRIO INTESO COME FLUTTUAZIONI INTERANNUALI NELLA STABILITA’ EVOLUTIVA DELL’AMBIENTE, UN EQUILIBRIO E RECIPROCO RAPPORTO FRA ATMOSFERA ED OCEANO IL QUALE STUDIATO ANCHE NEGLI ANDAMENTI E/O MODELLI ANNUALI NELLE FREQUENZE INDIPENDENTI DALL’INTERVENTO UMANO, PUO’ RISENTIRE, CAUSA FATTORI UMANI ENUNCIATI E GRAZIE ALLE STESSE INTERCONNESSIONI DI CUI GODE E DI CUI OGGETTO DI STUDIO, E DI CONSEGUENZA ALTERARE E CONDIZIONARE L’EQUILIBRIO  NELLA CICLICITA’ DI CIO’ CHE MONITORATO QUALE  FREQUENZA ALTERNATA. EVENTI ED EQUILIBRI PIU’ O MENO STABILI PIU’ O MENO REGOLARI NELLA LORO MANIFESTA CICLICITA’ I QUALI GRAZIE AD UN DELICATO RAPPORTO E RECIPROCA INTERCONNESSIONE INERENTE ANCHE AL CLIMA GLOOBALE DEL PIANETA POSSONO CONDIZIONARE IN MANIERA IMPREVEDIBILE UNA CATENA IRREVERSIBILE DI EVENTI – ANCHE NELLE PREVISIONI MONITORATE DALLO STUDIO DI QUESTI...





                                                                    1891…


…In origine, il termine El Nino si riferiva ad una corrente stagionale calda che si instaurava lungo le aride coste del Perù e dell’Ecuador nel periodo natalizio, mitigando le condizioni determinate dalle correnti da sud normalmente prevalenti….
La prima descrizione scritta del fenomeno risale al 1891, ma i pescatori peruviani ne erano consapevoli già da molto tempo. A intervalli di alcuni anni la corrente da nord era eccezionalmente calda e intensa, e si incuneava fino a latitudini molto meridionali recando con sé ‘doni’ in grande quantità. In una di queste occasioni un viaggiatore in terra peruviana aveva descritto in questi termini lo spettacolo presentatosi ai suoi occhi: ‘…il mare è pieno di meraviglie, e ancor più la Terra. Innanzitutto il deserto diviene un giardino, il suolo si intride d’acqua per le forti piogge, e in poche settimane tutto il paese si ammanta di pascoli verdeggianti. Il bestiame si riproduce in misura doppia rispetto al solito e il cotone può crescere in luoghi altrimenti del tutto sterili’.




Da questo resoconto si può ben comprendere perché l’evento di El Nino non fosse considerato una iattura, ma al contrario un evento positivo, un ‘regalo’ dal Bambino Gesù (El Nino, appunto). Oggi, però, il termine El Nino non si riferisce solo alla corrente costiera annuale, ma al ben più spettacolare fenomeno interannuale che influenza gran parte del globo…
Le variazioni interannuali delle temperature superficiali del mare nel Pacifico tropicale sono sia la causa sia la conseguenza delle fluttuazioni nelle condizioni atmosferiche associate alla ‘Southern Oscillation’. Questa circolarità dei fenomeni spiega l’instabilità delle interazioni tra OCEANO e ATMOSFERA e dà luogo ad un processo di retroazione positiva. ATMOSFERA e OCEANO, per esprimerci con una metafora pari al mito, sono compagni di danza: ma chi è che conduce? Benché intimamente accoppiati, OCEANO e ATMOSFERA non formano una coppia perfettamente simmetrica. Mentre l’ATMOSFERA è veloce e agile e risponde puntualmente ai segnali dell’OCEANO, l’OCEANO è lento e pesante e impiega molto tempo ad adeguarsi a un cambiamento dei venti. L’ATMOSFERA risponde ad un’alterazione delle temperature superficiali del mare in pochi giorni o settimane: l’OCEANO ha molta inerzia e impiega mesi per raggiungere un nuovo stato di equilibrio… Pur questo essendo un fenomeno periodico la sua frequenza e intensità si SONO ACCENTUATE NEGLI ULTIMI DECENNI…





      …Da che cosa è dovuto…?

la Terra assomiglia sempre di più ad una pentola in ebollizione con un coperchio che non lascia sfogo al suo carico di energia termica. Non stupisce dunque che una delle preoccupazioni più sentite fra gli studiosi dell’Ambiente riguardi il riscaldamento dell’atmosfera.
Il fenomeno dipende dal fatto che alcuni gas prodotti dalle attività umane modificano la chimica e la fisica dell’aria, al punto che si ha una amplificazione del cosiddetto ‘effetto serra’ anche in quei fenomeni o eventi metrologici più o meno monitorati compresi e previsti. Gli aerosol (polveri, fumi prodotti nei processi di combustione), che hanno potere refrigerante, riescono a frenare solo in parte questa tendenza. Il risultato è uno spostamento significativo del bilancio termico del pianeta Terra, in grado di influenzare molti processi di interesse climatico ed ecologico. Il ‘surplus’ di calore che rimane confinato nell’atmosfera è responsabile dell’alto numero di eventi climatici estremi che si scaricano sull’ambiente e sulle popolazioni. Alle latitudini tropicali le precipitazioni a carattere alluvionale e gli uragani sono sempre più frequenti e producono disastri, anche e soprattutto economici, che allarmano gli esperti.




L’‘Ipcc’ già nel 2003, ragion per cui 16 anni fa’, affermava che se non verranno adottati provvedimenti concreti per diminuire le emissioni di gas serra, entro i prossimi 40 anni la temperatura media dell’aria salirà di oltre 1°C e la crisi sarà ancora più complessa da affrontare. Oggi alla data della presente, ben poche cose sono state fatte di quanto previsto ed i  danni ambientali sono più che evidenti più che riscontrabili più che accertati…
Oggi si stima che i livelli atmosferici di anidride carbonica (CO2) siano i più elevati degli ultimi 420.000, ma la scintilla del cambiamento climatico scoccò alla metà del XVIII secolo. Fu la Rivoluzione industriale, infatti, a segnare la radicale intensificazione delle attività basate sull’uso di combustibili fossili e dell’effetto serra. L’analisi di campioni di ghiaccio estratti da ghiacciai perenni ha permesso di stabilire che prima del 1750 la CO2 atmosferica era di 280 ppm (parti per milione), un valore decisamente più contenuto rispetto ai 368 ppm misurati nel 1999. Che si tratti di CO2 ‘artificiale’ cioè generata dalle attività umane, non vi è dubbio. Le prove si basano sullo studio degli isotopi del carbonio, ovvero delle diverse forme in cui l’atomo di carbonio si presenta a seconda della sua provenienza…





















1891 - DECIFRARE L'UOMO CHE FU E SARA' (7)







































Precedenti capitoli:

Il modo giusto di sbagliare (6/1)

Prosegue in:

1891-Decifrare l'uomo che fu e sarà (8)













Talvolta si è voluto mettere in rapporto ambiente desertico fenomeno religioso…
Ci si è domandati se c’è una religione nel deserto, se il deserto predisponesse a un tipo piuttosto che a un altro di esperienza religiosa. In particolare, si è pensato che il  deserto favorisse il misticismo. All’incirca cento anni fa’, nel 1881 nella sua ‘Histoire du peuple d’Israel’ Ernest Renan affermava non senza audacia: ‘il deserto è monoteista’. Queste tesi che, in ultima analisi, si fondano su un determinismo geografico alquanto semplicistico, oggi non possono essere più prese per buone.
Ma il deserto – vero o immaginario – ha avuto una parte importante nelle grandi religioni eurasiatiche: giudaismo, islamismo, cristianesimo. Di solito, rappresentò i valori opposti a quelli  della città e, per questo, deve interessare la Storia della società e della cultura. Nel cristianesimo medievale, l’ideologia del deserto si presentò in una forma inedita: il deserto fu la foresta.




…Ma il deserto è anche il luogo di incontro con Satana e i dèmoni, benché questo tema della spiritualità orientale del deserto non abbia incontrato l’Occidente dell’alto Medioevo lo stesso successo che in Oriente. Eucherio accenna solo di passaggio alle tentazioni del Nemico che si aggira invano intorno all’eremo come il lupo intorno all’ovile. Il pericolo che insidierà l’eremita occidentale nel deserto è la noia esistenziale e metafisica: l’accedia. Il deserto insulare è stato ancora più ricercato dai monaci celtici e nordici. Essi hanno scritto un grande capitolo dell’antropologia storica del deserto marittimo, dei deserti del mare e del freddo. ‘Il mare ha sostituito per questi monaci il deserto egiziano’. San Brendano, le cui peregrinazioni marittime sono state narrate da un libro di successo nel Medioevo, la ‘Navigatio sancti Brendani’, va di isola in isola, incontrando mostri e cose meravigliose, scansa l’isola dell’Inferno e approda infine all’isola del Paradiso. Nella vita di uno di questi monaci erranti sull’Oceano scritta negli ultimissimi anni del VI secolo da uno di loro, Colomba, si dice che essi ‘speravano di trovare il deserto nel mare insormontabile’.
Ma questi eremiti insulari e marittimi non saranno che la frangia estrema ed effimera dei marginali del deserto in Occidente. In questo mondo temperato senza grandi distese aride, il deserto – cioè a dire la solitudine – assumerà un aspetto del tutto diverso, il contrario, quasi, del deserto sotto il profilo della geografia fisica: sarà la foresta.




Qual è stata la ‘realtà’ della foresta nell’Occidente medievale?
Per Gaston Roupnel, nella sua celebre ‘Histoire de la campagne francaise’, la foresta è stata per l’uomo, dal Neolitico alla fine del Medioevo, ad un tempo lo spazio indispensabile che ‘prolungava e completava i suoi campi’ e il luogo delle sue ‘paure leggendarie’: ‘su questa soglia sacra che tutto proteggeva, il dissodatore primitivo arrestò una volta per tutte le sue imprese profane’. Charles Higounet ha redatto l’inventario e la carta delle foreste dell’alto Medioevo, epoca che ha conosciuto, dal 500 al 1200circa, una fase climatica calda e, dunque, ‘un ritorno offensivo della foresta’. Fra queste foreste europee, Higounet distingue la foresta d’Ardenna, che dal tempo dei celti era la foresta per eccellenza. Registra l’apparizione, a fianco dell’italiano e dello spagnolo ‘selva’, che continua il latino ‘silva’, e del germanico ‘wald’, di ‘forestis’ o ‘foresta’, che darà ‘foret’ in francese, ‘forst’ in tedesco, ‘forest’ in inglese.




La più antica attestazione conosciuta del termine associa d’altra parte l’idea di foresta all’idea di solitudine. Si tratta di un diploma di Sigeberto III, del 648, per l’abbazia di Stavelot-Malmédy: ‘nella nostra foresta chiamata Ardenna, vasta solitudine dove si riproducono le bestie selvagge’. La parola deriva senza dubbio dall’espressione ‘silva forestis’, una selva che dipende dal tribunale, ‘forum’ del Re. Designa all’origine una ‘riserva protetta di caccia’; ha un significato giuridico. Così gli uomini della seconda funzione indoeuropea, i guerrieri, i ‘bellatores’, gli uomini della forza fisica, hanno tentato di appropriarsi della foresta durante il Medioevo, e di farne il loro terreno di caccia. Ma hanno dovuta dividerla con gli uomini della Prima funzione, gli ‘oratores’, coloro che pregano, gli uomini Pagani Eretici Eremiti e Santi e talvolta in questo  apparente paradosso anche Gnostici…, che ne hanno fatto il deserto dei loro eremiti; e con gli uomini della terza funzione i ‘Laboratores’, che, per via della raccolta, della legna, del carbone, del miele e del ‘ghiandatico’ ne hanno fatto un territorio supplementare dell’attività economica.
Ma tutti, in realtà, vi sono andati soprattutto per marginalizzarsi, per comportarvisi come uomini della… Natura, fuggendo il cosiddetto mondo della ‘cultura’ in tutti i significati della parola…





Decifrare l’uomo che sarà: falso mito nel progresso scritto…


(*)….A codesto punto premetto ed intendo sia al volgo che al diletto intelletto, sia Laura Beatrice della diletta mia via, sacro Sentiero della vita, torniamo per un momento al Faggio della pagana favola di Natale e guardiamo l’albero della foresta con un diverso occhio… E più non dico ma scrivo affinché tutti possano meglio comprendere il principio della fine, ed annunciare al Nino che fu’ e sarà una certa e prematura dipartita nel principio della vita, e con lei della Natura in precoce morte annunciata al Teschio della Storia. Nel mito qui e per sempre scritto… ed anche pregato… Che la Filosofia, l’Eretico pensiero, l’Ortodossa via, ci accompagni per un migliore domani dal deserto di codesta morte prematura la quale va narrata e spiegata in tutta la limitata sua opera… In tutta il limitato intento… In tutta la limitata cultura…




…Gli anni 90 sono stati il decennio più caldo mai registrato dagli strumenti meteorologici, quelli seguenti lo sono e saranno ancor di più, tutti indistintamente caratterizzati da eventi estremi quali gravi alluvioni in Asia  America ed Europa. E se un umile e secolare Faggio può farci meglio comprendere la Natura del mito della credenza della speranza della dovuta fede dell’uomo io narro di Lui ed al suo anello mi (ri)compongo quale uomo nato…
La ‘dendrocronologia’, la scienza che studia gli anelli degli alberi, ha una lunga storia. Leonardo da Vinci fu il primo ad osservare che gli anelli degli alberi si formano annualmente. E’ però grazie all’astronomo Andrew E. Douglass (1867-1962) che tale disciplina diviene scienza accreditata. Il suo uso in Ecologia è più recente, e per quanto concerne il clima, nei suoi anelli abbiamo rivelato e rilevato alcune inoppugnabili certezze. Le temperature minime notturne sono salite più di quelle diurne, gli eventi estremi sono aumentati così come le precipitazioni alle medie e alte latitudini, mentre ai tropici sono diminuite, con conseguenti problemi di siccità. Perché allora esiste tuttora un notevole scetticismo nel mondo della ricerca e si sentono voci che non ritengono sufficientemente provata l’origine antropica dei mutamenti climatici?
 
Torniamo quindi al Crittogramma uomo e cerchiamo di spiegare…

Uno degli aspetti più importanti dell’Evoluzione della terra è la formazione dell’atmosfera, dal momento che è la sua combinazione di gas ad avere consentito alla vita di emergere dagli oceani e di svilupparsi. Si è ipotizzato, già a partire dagli anni 50, che l’atmosfera terrestre fosse costituita da gas provenienti dall’interno del pianeta, emessi dai vulcani. Ma gli scienziati si sono chiesti se questo processo si sia svolto improvvisamente circa 4,4 maliardi di anni fa’ quando il nucleo si differenziò, o se piuttosto abbia avuto luogo gradualmente nel tempo.
Per rispondere a questa domanda, Allègre e colleghi hanno studiato gli isotopi dei gas rari. Questi gas, tra cui elio, argo e xeno, hanno la proprietà di essere chimicamente inerti, vale a dire di non reagire in natura con altri elementi. Due di essi sono particolarmente importanti per gli studi sull’atmosfera: argo e xeno. L’argo ha tre isotopi, uno dei quali, l’argo 40, è il prodotto di decadimento del potassio 40. Dei nove isotopi, quello con numero di massa 129 ha due diversi origini. Lo xeno 129 è stato prodotto per nucleo sintesi prima che si formassero la terra ed il sistema solare, ma lo stesso isotopo è derivato anche dal decadimento dello iodio 129, radioattivo, che non esiste più sulla Terra. Questa forma di iodio era presente agli albori della terra, ma in seguito scomparve, e lo xeno 129 ne è il lascito. Queste coppie di isotopi costituiscono eccellenti cronometri… I risultati sono davvero eccellenti. I calcoli indicano che per l’80-85% i gas componenti l’atmosfera sono stati emessi nel primo milione di anni di vita della Terra; il resto è stato liberato dai vulcani lentamente, ma costantemente, nei successivi 4,4 miriadi di anni.




La composizione di questa atmosfera primordiale era quasi certamente dominata dall’anidride carbonica, con l’azoto secondo in ordine di abbondanza. I dettagli dell’Evoluzione dell’atmosfera primordiale sono oggetto di dibattito… Successivamente si presentò ai vari studiosi un altro enigma da risolvere: quanta anidride carbonica poteva esserci nell’atmosfera primordiale?
L’anidride carbonica terrestre è oggi incorporata in rocce carbonatiche come i calcari, ma non è chiaro quando cominciò ad essere intrappolata in queste rocce. Ai nostri giorni il carbonato di calcio è prodotto soprattutto dall’attività biologica; nel corso dell’Archeano il carbonio potrebbe essere stato rimosso da reazioni inorganiche. La rapida emissione di gas da parte del pianeta liberò enormi quantità di acqua dal mantello, dando origine agli Oceani e al ciclo idrologico dal quale la vita così come ci appare dipende. Gli acidi presenti nell’atmosfera erosero le rocce, formando altre rocce ricche di carbonati. L’importanza relativa di un simile meccanismo è comunque oggetto di dibattito.















AMMAZZARE IL TEMPO (pensieri Eretici contro-tempo) (1)















































Ritorno all'Uno.....







Prosegue in:

Ammazzare il Tempo (pensieri Eretici contro-tempo) (2) &

Ammazzare il Tempo (3)











Sono partito da un Viaggio apparentemente scomposto,
sgrammaticato, disordinato, a tratti affaticato sudato e
stanco, in certi 'ingorghi'... immerso e perduto fors'anche
confuso, fra dotte citazioni, improvvise ed incerte virgo-
le e strane visioni di nuovi mondi.....
Ma il mio nome è Giuliano, forse proprio per questo ami-
co fedele di un antico cavaliere di saggia arguta e intel-
ligente 'rinomanza', consistenza e letterata sostanza (da
non confondersi con moderni ed illetterati ciarlatani dive-
nuti 'cavalieri' ma son peggio dei loro fidi scudieri...).




In ragion sua non potevo che dar sfogo, fedele all'intico
e discusso trono, alla scienza della saggezza mista all'e-
retica parola (di nuovo qui ad Antiochia...).. perché per
chi ha dimistichezza con la strofa o la rima e certo non
per ultima la storia, fui più sacerdote che condottiero,
filosofo dalla plebe maledetto; e come dicevo, l'uno e l'al-
tro sposai al mio seggio (invisibile regno...).
Quindi, son partito, come un mio avo 'Cervantesco', con
un Viaggio, poi come lui ed un altro antenato... fui fatto
prigioniero, ma il seguito del triste accadimento mi riser-
vo di narrarlo al prode e fido scudiero.....




Colui che scopre la saggia verità da me rimata nell'invi-
sibile e eterna novella imprigionata... proverà piacere
e diletto. A colui.., invece, che della materia è schiavo
e prigioniero: chi dei  miei componimenti vuol farne
scherno per i suoi antichi 'movimenti', accompagno la
sua coscienza alla rima del mio dire qual miglior rispo-
sta alla volpe della sua bassezza. Lo lascio alla povertà
della sua moneta che certo non dà nessuna nobile e eter-
na ricchezza, al di fuori di questa meschina sua esistenza
confusa per nobile certezza.




E' logico che la favella (dando per scontato che ancora
ne possediamo una...) vi impone la retta domanda:
'ma quali saranno codesti movimenti', non sarà mica la
pazzia che il libro conferisce come una inguaribile ma-
lattia?'.
Certo, questa sembrerebbe una storica conclusione,
si sa di certo che la storia ha poi conferito degno ed e-
terno movimento, a chi, pur saggio nella ragione..., fu
confuso per.... (oggi dicono..) povero e pazzo coglio-
ne......
La verità, forse, è chi ispirò la mia rima, ed ugual con-
dottiero a cui presto il mio eterno frammento come un
antico giuramento per via del detto nome, fu saggio
maestro; chi lo fu meno di lui, invece, come un capro-
ne ridusse il Primo e Eterno dire.... nel recinto della
bestiale e moderna certezza...., confondendo e barat-
tando verità e ragione con la moneta della breve e me-
schina illusione....




Perdonatemi, ma il sentiero che iniziò una mattina,
è sì tortuoso e difficile come una impervia via, ma
anche coerente con la storia che troppo di sovente
la ragione vuol nascondere oppure pugnalare alle
spalle, o peggio, inchiodare ad un Teschio!
Quando lo intrapresi quale difficile ed umil scelta
(eretica memoria), visto che l'invisibile nemico non
conferisce altra via, volli esser onesto e narrare o
meglio spiegare quali inganni riserva il 'grande movi-
mento' del progresso.... che lungo il sentiero si mo-
stra, non certo quale nobile ed attento scudiero, ma
come bestia vestita che nel regno che meno gli com-
pete, al di sotto di un caprone, oppure antenato scim-
mione, si vuol palesare nella forza della sua (falsa)
ragione.




So per certo che non vi è ragione, ragionamento, Dio
e fede, saggezza antica, e natura che prega e sospira
... ed anche ispira, in quel contorto mucchio di fili e
circuiti impazziti, mezzi astuti che dicono evoluti.
La mente in quel contesto non conosce progresso o
meglio evoluzione, solo lo scimmione torna a cammi-
nar carponi ingobbito ed impoverito ed anche impie-
trito, fisso e chino al suo (piccolo)... telefonino....
Fosse solo quello, l'operatore di turno perdonerebbe
 la mia eresia, ma a quello tanti altri rami e cespugli
strani, tanti altri animali si sono aggiunti, con i loro
circuiti strani: televisioni connessioni computer e nuo-
ve invenzioni, radar armi razzi e onde invisibili nemi-
che della luce ed il suo 'immenso movimento' (Primo
pensiero... Dio invisibile per questo oscuro regno...)

(Giuliano Lazzari, Misopogon...., Introduzione al To-
mo di imminente pubblicazione)

(Fotografie di: Hengki Koentjoro)

(Prosegue....)











   

sabato 9 gennaio 2016

IL MODO GIUSTO DI SBAGLIARE 1891-1981 (5)




































Precedenti capitoli:

La Sfera della morte (4)  (3)  (2)  (1)

Prosegue in:

Il modo giusto di sbagliare 1891-1981 (6)












                                                                  1891


….La parola ‘crittografia’ deriva dal greco, sembra contenere due parole: ‘kryptos’, che vuol dire ‘qualcosa che è nascosto o celato’, e ‘graphein’, che vuol dire semplicemente ‘scrivere’…  Insieme vogliono dire essere in grado di comunicare con gli altri in un modo segreto che per i non iniziati non significa nulla, ma che per gli iniziati ha tutti i significati del mondo…
Il mio primo contatto con il mondo della ‘crittografia’ è avvenuto da giovane avrò avuto circa 16-17 anni, e quando non avendo abbastanza denaro per mandare un telegramma a casa e farmi spedire il biglietto di ritorno, rimasi bloccato a Chetopa, in Kansas, con una piccola compagnia in tournée…. Desideravo andarmene da quella bella città tanto velocemente quanto potevano permetterlo le invenzioni dell’umanità. Ma ahimè! - non avendo abbastanza denaro per comprare un francobollo, non parliamo di un Viaggio in treno, -  andai al telegrafo per inviare un messaggio ‘a carico del destinatario’. Dopo una lunga conversazione con uno degli impiegati o operatori, questi accettò il mio telegramma e io sedetti ad aspettare una risposta da ‘casa dolce casa’.




Mentre aspettavo, un anziano signore fece il suo ingresso nell’ufficio, lo ricordo bene, sì che ricordo! Aveva un aspetto distinto da esule, mi disse poi l’impiegato che era fuggito quale esiliato dalla sua terra nel Sud dell’Italia, si chiamava Gabriele… Comunque questa distinta persona pagò il servizio richiesto e uscì. Non appena l’uomo se ne fu andato, l’operatore mi chiamò al banco e disse: ‘Ecco, lei che è un mago, mi dica cosa significa’. Rimasi in quell’ufficio il tempo necessario per decifrarlo: era composto da una lunga serie di lettere in apparenza incomprensibili. Notai che, sostituendo le lettere, alla fine ero riuscito a ricostruire l’intero messaggio, che recitava così: ‘Tua madre sofferente cerca di perdonarla in Tempo altrimenti per sempre natura guasta, Papà!’.
L’operatore del telegrafo sembrò trovarla una grande prodezza e, proprio mentre ne parlavo, arrivò la risposta: ‘Forse non fu sua la colpa, vittima della Storia arrivo presto…’.




Presi il treno anch’io e potei tornare a casa, fui molto scosso durante il Viaggio di un uomo inseguito per tutto il treno il quale cercò scampo anche nel mio vagone. Mi raccontò di chiamarsi Buster-Pietro, nome d’arte, ed anche lui al seguito di una compagnia di ‘Trovatori’, ma il controllore l’aveva ‘trovato’ sprovvisto del biglietto e con quello della giusta direzione del Tempo; però mi disse anche… strano a raccontare, che anche lui non aveva colpa di quanto successo e mi raccontò nel breve e difficile quanto periglioso inseguimento, una Storia strana, una Eretica verità nella quale il principio della buona fede può essere salvato per il comune bene dello spettacolo, scusate del Creato…





                            
                                                                  1981


…Un moderno Trovatore o meglio Ricercatore sta mettendo in ordine vecchi documenti di famiglia quando scopre uno strano manoscritto detto ‘quipu’… Per cominciare, riesce facilmente a leggere la parte scritta in spagnolo da Pedro de Illanes: ‘L’indio Juan Tacquic Menendez de Sodar mi diede, prossimo alla morte, questo manoscritto’… forse per comunicarlo alla Storia o forse per porre retta direzione all’equazione del Tempo, comunque, mi consegnò una borsa contenente alcuni Frammenti di ‘quipu’ e questo scritto redatto in lingua latina probabilmente da un sacerdote. Chiunque egli sia, ha scritto una pagina di Storia veramente drammatica circa i Conquistadores…

Eccone il breve sunto…

PERU’, circa 1610: Il gesuita Joan Antonio Cumis inizia la stesura del documento scrivendo alcune pagine in latino nelle quali disegna grossolanamente un ‘quipu’ letterario relativo al canto ‘quechua’ ‘Ruru-curipac’ (Uovo-d’oro), quindi fornisce una lista di parole-chiave. Nel redigere il suo testo, Cumis dichiara anche di avvalersi delle informazioni fornitegli dall’ex curaca (capotribù) indio Mayachac Azuay, il quale disegna di suo pugno sul documento una rappresentazione della cosmologia incaica. Il testo latino di Cumis si conclude con la sigla Jac (le iniziali del nome) e una data leggibile solo in parte, forse il 1610. 

PERU’ 1637-1638: Un altro gesuita, padre Joan Anelio Oliva, riprende in mano il documento di Jac-Cumis e vi aggiunge – in due momenti diversi – alcune pagine in cifrato-numerico nelle quali non rivela né il proprio nome né quello dell’autore del testo latino (ma fornisce una serie di indizi che hanno permesso di identificare entrambi). Quindi disegna un enigmatico ‘quipu-grafico’ con spiegazioni in numeri. Terminati i suoi due testi cifrati – ...















lunedì 4 gennaio 2016

LA SFERA DELLA MORTE 1191-1911 (3)





































Precedenti capitoli:

La sfera della morte (2/1)

Prosegue in:

La sfera della morte (4)














…Or ben vedi quanto la religione o la semplice storia qui narrata diversa ora comporre al quadrante della Memoria e Tempo da quello del politico ignorante il qual accompagna ed edifica…; e perché meglio tu lo scorga, attendi ai detti miei…
Quell’eterna essenza che creò la fisica natura, ed in essa il sole affinché illuminasse il mondo materiale ove anche il nobile Owein combatteva i terrestri demoni, formò, infatti, la natura umana, ed in essa la ragione affinché rischiarasse il mondo morale. L’uomo fu detto il Micro-cosmo, perché dee corrispondere al Cosmo; e siccome questo offre l’ordine universale, così quello dee produrre l’ordine parziale, la perfetta società umana. Nel sistema mondiale, ogni parte serve al tutto (ma non certo come tu lo intendi e servi… ognuno, cioè, il qual tradisce il libero arbitrio e non solo, ma ogni principio perfetto nella e dalla Natura nato…), e non per converso; e nel sistema sociale, ogni parte dee concorrere all’armonia, bada bene e comprendi bene, all’armonia del tutto, ciò che tu raccogli è diversa polvere e ingegno seminato è....




 diverso principio corrotto predicato… Se altrimenti fa, è membro spurio, anzi nocivo alla società, e come tale dee recidersi come io sono all’esilio comandato… Chi allettato dall’aspetto d’un bene, giovando a se nuoce altrui, nuoce senz’avvedersene anche a se stesso. Quel bene che lo determina all’azione è un falso bene ed un mal reale, male ch’ei fa altrui in atto, a se medesimo in potenza. Egli, in verità e per il vero, offende se medesimo nella persona del suo simile, viola il proprio diritto nell’altrui. L’uomo cittadino, ogni uomo cittadino il quale tu agogni  sogni predichi crei e coni, il quale invola all’altro o la roba o la vita, solo perché è fuori dall’occhio della legge, o ancor peggio, perché si pensa superiore a questa e con essa ad ogni forma di diritto negato, nel turbar l’ordine stabilito dalla natura e nel diritto perseguitato per superiore motivo, rinunzia, in verità e per il vero, alla propria sicurezza e diritto, ma non solo, ad ogni ordine dalla natura partorito sovvertendo ogni principio edificare nebbia precipitare polvere sottile




di un diverso - antico e moderno feudo ristabilito… - & alla ragione rinato. A quella legge, chè suo bene e principio di ogni Elemento perseguitato tradito taciuto, chè cagione e suo bene, sostituisce quest’altra, chè suo male: chi senza testimonio può fare a me altrettanto, io acconsento che il faccia cotal misfatto raccolto, poiché io il fo: io pongo la mia vita, pensare favellare ragionare rimare e cogitare…, la roba mia alla disposizione di qualunque rapitore e malfattore, purché accorto sappia, come – in verità e per il vero – sappia eludere la legge come in pochi sappiamo… - compiere e comporre la visibile opera sua edificata… E così, nell’arrogarsi un ‘dritto’ (giacché diritto parola arguta di difficile natura alla sua vera ‘dritta’ via…seminata) pernicioso sopra un sol uomo, accorda il ‘dritto’ stesso a milioni d’uomini sopra se medesimo. Nel farsi ladro o assassino d’un solo, ei si crea tanti ladri ed assassini (e non solo…) quanti son coloro che possono impunemente involargli l’esistenza e la sostanza. L’elemento e Dio. L’ordine e il Creato…

(Prosegue...)