giuliano

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IL TOMO

sabato 17 dicembre 2016

AGLI IPOCRITI SCRIBI E FARISEI







































Prosegue in:

Agli ipocriti scribi & farisei....(2)......&


















Ma senza per questo dimenticare la 'Grande Notizia' 

la quale poco gioco fa nel loro e nostro Principio in 

quanto la minoranza urla e sbraita il movimento di cui non

certo specchio 'della e nella' Verità della vita a cui la

Grande Notizia suona falsa ed ipocrita dottrina di chi

corrotto per sua decennale natura.....
























....Dimenticavo:

il resto della combriccola o allegra banda

che sia...

possono intrattenersi in questa nuova portata

o pietanza che sia...:

L'incredibile parlamento italiano...














             
              Indagati e condannati ANNO 2016

                          Partito   Democratico




1 gennaio: nuovo avviso di garanzia per Crisafulli (PD)
Enna
5 gennaio: indagato Fabozzi (PD) Caserta
8 gennaio: indagato Ferro Quarto
7 gennaio: condannato Ozzimo per corruzione
Roma
11 gennaio: indagato Lucini
Como
12 gennaio: indagato Cimiotta
Marsala
13 gennaio: Operazione della Gdf, Ballardin ai domiciliari Luino
14 genaio: indagato eurodeputato Caputo
Campania
15 gennaio: consiglieri maggioranza legati alla mafia
Catania
22 gennaio: condannato ex sindaco per corruzione
Gallipoli
23 gennaio: sindaco Vecchi compra casa da un mafioso
Reggio




25 gennaio: condannato Abaterusso
Puglia
26 gennaio: avviso di garanzia a Montino
Fiumicino
27 gennaio: indagati tre assessori giunta Marino
Roma
28 gennaio: avviso di garanzia a De Luca
Salerno
28 gennaio: a processo il presidente di seggio che aggiunse voti al PD
Reggio Emilia
2 febbraio: carabinieri perquisiscono comune per presunte infiltrazioni camorra
Pozzuoli
7 febbraio: richiesta custodia cautelare per assessore
Catanzaro
8 febbraio: nipote boss ‘ndrangheta eletto segretario dei Giovani Democratici’
La Spezia




9 febbraio: parte il processo “firme false” lista Chiamparino
9 febbraio: sen. Esposito condannato per diffamazione
Torino
10 febbraio: rinviato a giudizio Ignazio Marino
Roma
11 febbraio: presunti brogli tesseramenti PD
Basilicata
15 febbraio: condannato ed deputato Bollomo
Palermo
16 febbraio: scoppia il caso primarie truccate a Salerno
16 febbraio: indagato assessore Pieroni
Marche
17 febbraio: la Corte dei conti condanna Fiorenza
Palermo
17 febbraio: condannato Gaetani per bancarotta
Salerno
18 febbraio: il PD salva dall’arresto il senatore De Siano
Roma
23 febbraio: On. Nicotra condannato per danno erariale
Palermo
26 febbraio: indagato Alfano, ministro del governo Renzi
27 febbraio: rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Moteriggioni
1 marzo: ex sindaco Rusconi condannato
Valmadrera




2 marzo: indagato sindaco Capizzo
Monreale
4 marzo: udienza per la Paita al processo alluvione 2014
Genova
4 marzo: rinvio a giudizio per Cacciarella
Ceprano
5 marzo: indagato sindaco e assessori
Barletta
6 marzo: indagato il sindaco De Rosa
Capasenna
7 marzo: indagato sindaco Broglia
Crevalcore
11 marzo: scoppia il caso primarie a Napoli
12 marzo: scoppia il caso primarie a Roma
12 marzo: consigliere Caviano patteggia per firme false
12 marzo: a giudizio sindaco Piazza
Beinasco




13 marzo: indagati Viviani e Novelli
Follonica
14 marzo: iscritti ai Giovani PD denunciano brogli per la scelta del segretario giovanile
Roma
14 marzo: indagati di dx e sx per la gettonopoli a Siracusa
15 marzo: indagata la deputata Bragantini
15 marzo: il PD nomina il cugino del boss come garante della legalità
a Moncalieri (TO)
16 marzo: Ministero Istruzione condannato a risarcire 22 docenti per discriminazione
16 marzo: rinviati a giudizio tre sindaci
Basilicata
16 marzo: confermata la condanna per Lorenzetti
Umbria
16 marzo: clinica dei Vip scuote la Regione
Lazio
17 marzo: rinviato a giudizio ex sindaco di Ascoli
17 marzo: Denis Verdini condannato a 2 anni per corruzione
17 marzo: cocaina in municipio sindaco Censi nei guai - PR




17 marzo: scoperte 1150 tessere false del PD su 1200 iscritti a Ercolan
20 marzo: gli inquirenti indagano sul padre del Ministro Boschi
22 marzo: indagati sindaco e vicesindaco PD di Pescara
22 marzo: rinviato a giudizio l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino
23 marzo: il governo non ha ancora sbloccato i fondi per le vittime di mafia
24 marzo: De Luca (PD) conferma come consigliere personale il sindaco di Agropoli indagato
25 marzo: Ministero dei Trasporti indagato per inquinamento
29 marzo: Torre del Greco: scrutatori scelti tra figli e parenti dei consiglieri comunali
30 marzo: alluvione Nuoro: indagato l’ex presidente della Provincia Deriu (PD)
30 marzo: Ignazio Marino in conferenza stampa: ‘Se avessi seguito il Pd ora sarei in cella’
30 marzo: Novara, il sindaco Ballarè (PD) nomina il cugino nel Cda della Fondazione
30 marzo: Banca Etruria, a rischio pignoramento i beni di Boschi
31 marzo: Beni Comunali ceduti ad una Fondazione: 10 indagati nel centrosinistra Vibonese
31 marzo: Milano Elezioni, fra gli uomini di Sala ci sono ex democristiani e un condannato




31 marzo: indagato il compagno della Ministra Guidi (che si dimette)
31 marzo: Campania: condannato a sei anni consigliere regionale Iannace, già candidato con De Luca
1 aprile: condannato anche in appello Luigi Lusi (PD), appropriazione indebita
1 aprile: Viggiano, arrestata l'ex sindaca Rosaria Vicino (PD)
1 aprile: spese pazze all'ARS, conclusione indagini per Gianni Gennuso, Marziano e Bonomo
1 aprile: la viceministro Teresa Bellanova (PD), denunciata in Procura.Due gli articoli di legge violati: il n. 98 del DPR 361/1957 sulle elezioni e l'articolo 51 comma 2 della legge n. 352 del 25/05/1970 che disciplina i referendum.
1 aprile: L’assessore all’Agricoltura ed ex capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti
1 aprile: Colazioni istituzionali da 800 euro ‘a botta’. Dopo Ignazio Marino, anche Matteo Renzi rischia di ‘scivolare’ sulle spese di rappresentanza pagate con i soldi del Comune di Firenze




4 aprile: scandalo petrolio, indagato il capo della Marina, Gabriele De Giorgi, già nella segreteria del Sottosegretario Manzione (governo Renzi)
4 aprile: Fiumicino, il consiglio comunale boccia l’Odg che chiedeva le dimissioni del sindaco PD indagato con la giunta e vari consiglieri
4 aprile: Monreale, indagato l’assessore alla Polizia Municipale, Sandro Russo (PD)
5 aprile: referendum trivelle, il presidente della Puglia Emiliano (PD) denuncia Intimidazioni dei capetti del PD’
6 aprile: chiesti 4 anni di galera per l’europarlamentare PD, Renato Soruv evasione fiscale
7 aprile: Guidi e le telefonate di favore per l’aeroporto di Firenze. Pastena: Usciranno foto di Delrio con i mafiosi
7 aprile: Ex cava di Vaglia: indagato l’ex Sindaco (PD) 7 aprile: L’ordine dei giornalisti condanna le offese alle giornaliste da parte del sindaco PD di Brindisi
7 aprile: L’Asl di Brindisi si è costituita parte civile contro Mauro Vizzino (consigliere regionale eletto nella lista Emiliano) accusato di peculato
7 aprile: L’ex ministra Guidi intercettata: Padoan lha messo li la cricca del petrolio
7 aprile: Alluvione 2014: concesso a Paita (PD) il rito abbreviato così la Regione non sarà più responsabile civile. Accuse per omicidio e disastro colposi
8 aprile: il Tar conferma lo sgombero della sede storica del PD in via Giubbonari (100mila euro la morosità nel pagamento dellaffitto al Comune)
8 aprile: Sala, candidato sindaco del PD-centrosinistra a Milano dichiara: L'omissione della casa in Svizzera nella dichiarazione delle imposte? Una dimenticanza























mercoledì 14 dicembre 2016

A CACCIA DI NOI 'LUPI' (3)









































Prosegue in:

A caccia di noi 'Lupi' (4)

Precedenti capitoli:

Dietro le scene...





















Mentre le 'parabole' appartengono... in verità e per il vero... al vasto regno del cielo.....


















Vidi una domenica, nella via Principe Amedeo,verso le tre dopo mezzogiorno, un concorso
straordinario al teatro dei fratelli Lupi, dove si rappresentava ‘Le sette meraviglie del mondo’.
La ressa era tale che s'eran dovute mettere due guardie municipali ai due lati della porta per
impedire che seguissero disgrazie.
La gente formava sulla piccola scalinata esteriore un monte di teste, a cui sovrastavano i visi
ansiosi dei ragazzini tenuti in collo; alcuni dei quali, piangendo per il timore di non poter entra-
re, tendevano le braccia verso lo sportello del bullettinaio con un atto d'invocazione suppliche-
vole, che metteva pietà e faceva ridere.
La strada era per un buon tratto affollata, d'una folla diversa dalle solite: eran famiglie numero-
se strette in gruppo, molte signore, moltissimi ragazzi, una falange di governanti, di balie, di ser-
vitori, soldati di fanteria e bersaglieri, gente di campagna, donne del popolo. Alcune di queste,
tenevano in mano il programma dello spettacolo: Un ‘piccolo teatro celebre’,e io leggevano
forte, compitando, masticando quelle misteriose parole: Il mausoleo d'Arlemisia , gli orti pen-
sili di Babilonia, con un viso di divote che sentissero nominare un miracoloso santuario scono-
sciuto.




Intesi un operaio, dire in accento di trionfo ai vicini, mostrando un suo ragazzetto con la meda-
glia delle scuole municipali: 'Questo non paga. I premiati hanno diritto. Ah, quei Lupi, che uo-
mini!  Da ogni parte, girando fra la folla, sentivo commentare il programma, predir maraviglie
della rappresentazione e decantar la compagnia.
C'erano ragazzi che saltavano dalla gioia, che strepitavano dall'impazienza, che si cacciavano
fra le gambe alla gente come cani, e si facevan largo a gomitate e a capate; e n'arrivavano altri continuamente, precedendo di corsa le loro famiglie, ansanti e col viso rosso; e al veder la por-
ta affollata qualcuno si batteva il pugno sulla fronte in atto di disperazione. A un certo punto ar-
rivarono i musicanti che, dopo aver tentato invano dì aprirsi il passo, ritornando indietro per en-
trar dalla piazza Carlina, si soffermarono intorno a un signore alto, in giacchetta e cappello alla
calabrese, fermo a una cantonata.
In quel punto un ragazzo accanto a me, accennando con la mano quel signore, esclamò con ac-
cento appassionato d'ammirazione e dì riverenza: — È lui !... Luigi Lupìl —
Fu quell'esclamazione che mi diede l' ultima spinta a scriver queste pagine.




Dei Lupi era già marionettista il nonno, nato a Ferrara, che cominciò in qualità di garzone o,
come sì dice in linguaggio teatrale, di personaggio d'un marionettista rinomato, il quale girava
per le città del Piemonte e veniva ogni anno a  far la stagione di carnevale a Torino.
Vennero per molti anni al Teatro Paesana, nel palazzo dei Conti di Paesana, in via della Conso-
lata; poi il Lupi mise su teatro da sé, e seguitando a girare come il suo maestro, continuò a veni-
re a Torino l' inverno, non più al Paesana, al San Martiniano, dove gli succedette il figliuolo En-
rico.
Era un piccolo teatro senza facciata, posto al crocicchio di due strade uggiose della vecchia To-
rino, e così sì chiamava dalla vicina chiesetta di San Martiniano, che fu abbattuta quando s'aprì
la nuova via PietroMicca. Ricordo che vent'anni fa, abitando là accanto, sentivo ogni sera tardi
la musica del ballo e qualche volta scoppi d'applausi e fucilate; ma senza badarci, perchè non ci
attirano le marionette se non quando ci danno una immagine del mondo che non si conosce an-
cora o quando ci rappresentano la caricatura della vita di cui s'è fatto esperienza.




Quel nome del compagno di martìrio di San Processo fece per trent'anni battere il cuore di tutti
i ragazzi torinesi d'ogni condizione: non credo che ci sia un mio concittadino della mia generazio-
ne a cui esso non desti un ricordo confuso dì vivi desideri e di vivi piaceri, e che, passando da-
vanti a quella casa e dando uno sguardo a quella porta, sormontata ora da un'insegna di tappez-
ziere, non ci veda riflessa come in uno specchio la sua immagine di fanciullo.
In quel teatrino, che vide più volte nei suoi palchetti Ernesto Rossi, Virginia Marini e altri artisti
celebri, dove recitò un prologo col capo nelle "nuvole „  Leopoldo Marenco, e di cui furono
frequentatori, nella fanciullezza, la principessa Margherita e il duca di Genova, vennero su i
due figliuoli di Enrico Lupi, ora proprietari e direttori ; i quali, prevedendo che quella casa sa-
rebbe caduta prima o poi sotto il piccone del conte di Sambuy, ne sloggiarono nel 1884, e,
comperato il D'Angennes, un tempo primo teatro della commedia dopo il Carignatio andaro-
no a installare il Gianduja e Giacometta dove avevano recitato Gustavo Modena e Adelaide
Ristori.
Ebbero per un pezzo un rivale formidabile nel Teatro Gianduja, fondato e diretto da un mario-
nettista argutissimo, Giambattista Sales, che fu il primo a metter sulla scena la maschera di quel
nome, e con questo sostennero una lotta accanita, tirando a superarlo nella varietà e nella ric-
chezza degli spettacoli; ma con la morte del Sales il Gianduja decadde e, dopo aver tentato inu-
tilmente di rialzarsi con la rappresentazione d'opere liriche, nel 1865 scomparve.
D'allora in poi, ossia da circa trent'anni, i Lupi non hanno più rivali a Torino, e poiché nessuna
delle altre buone "compagnie,, italiane, essendo tutte girovaghe, può disporre di un copioso e
vario materiale di scena com'è quello che essi possedono, si può dire che non hanno più emuli
neppure in Italia.




Il primo e più forte impulso al perfezionamento del piccolo teatro lo diede il padre Enrico, che fu
uomo singolare per vivacità d'ingegno e vigore di volontà, non fornito di coltura scolastica, ma ric-
co di cognizioni d'ogni ordine acquistate leggendo avidamente ogni specie di libri, studiando gli uo-
mini e la vita in tutte le classi sociali, intervenendo, anche vecchio, a conferenze, a riunioni pubbli-
che, a lezioni universitarie, e bazzicando pubblicisti, artisti, professori, con lo spirito sempre inteso
all'osservazione e pronto a trar partito d'ogni cosa.
I suoi due fìgliuoli ereditarono tutte lo sue facoltà. Hanno nome Luigi tutt'e due e si firmano Luigi I
e Luigi II, come due monarchi, padre e figliuolo, regnanti a un tempo. Sono, come i fratelli Gonco-
urt, due lavoratori intellettuali associati, fra cui esiste un accordo perfetto. Ciascuno, peraltro, ha
attribuzioni sue proprie.
Il maggiore cerca ì soggetti, compone, traduce, riduce, dirige l'andamento del teatro; l'altro prov-
vede alla messa in scena, alla fattura dei personaggi, ai vestiari, a tutti i particolari della
rappresentazione.
Il primo, che ha passato la cinquantina, è il più originale della coppia.
Uno dei caratteri più notevoli della sua originalità è di essere da trentaquattro anni impiegato nel-
l'ufficio di polizia del municipio di Torino.
È un uomo d'alta statura, dì testa grossa e di membra robuste, che, visto una volta, non si dimen-
tica più: la fronte ostinata, il naso audace, la bocca comica, gli occhi vivi e risoluti d'un uomo im-
maginoso e operoso, il collo e la voce ingrossati dall'esercizio della recitazione a voce forzata, gli atteggiamenti e i modi d'un artista. E d'artista ha pure il linguaggio scolpito e colorito, e corretta-
mente italiano, come il suo modo di scrivere; ma attraente più che altro per la passione che lo
scalda quand'egli discorre delle cose sue.




A sentirlo parlare delle vicende corse dalla sua compagnia, ch'egli portò a Napoli, a Montevideo,
a Buenos Aires, delle rappresentazioni che andava a dare con suo padre al castello di Moncalieri
per il piccolo principe Oddone e per la principessa Maria Pia, dei viaggi ch'egli fece a Londra, a
Parigi, a Chicago, a Vienna, a Berlino, in Danimarca per studiare i progressi della sua arte e osser-
vare le grandi Esposizioni che voleva riprodurre sul suo teatro; ma sopra tutto a udirlo giudicare,
dal lato dell'opportunità e dell'adattamento alle sue scene, le grandi opere drammatiche e liriche e
gli avvenimenti politici e guerreschi d'ogni i paese, ai quali egli tien dietro con attenzione assidua
spiando ai quattro canti dell'orizzonte ogni fatto o personaggio o questione " teatrabile „ pare d'-
aver dinanzi un grande impresario autore attore e direttore d'una grande compagnia di prosa, di
canto e di ballo, che pensi e lavori per il gran pubblico; e si rimane poi maravigliati, girando lo s-
guardo intorno, di veder appesi alle pareti degli artisti di legno.
E non si può disconoscere che nel cogliere i punti culminanti d'un periodo storico o della vita d'-
un uomo avventuroso e famoso, nell’intrecciare a qualunque soggetto i piccoli casi della sua
marionetta protagonista, nella scelta delle situazioni drammatiche e dei quadri finali, ed anche nel-
la condotta dei dialoghi appassionati ed arguti, e in special modo nelle 'riviste' egli dia prova di
facoltà teatrali singolarissime; fra le quali primeggia una immaginazione ardente, temeraria, diabolica, ma sempre corretta, — su questo participio si può congiungere a quegli aggettivi, — da un
buon senso raro, che anche nelle sue corse più stravaganti la tien legata per un filo sottilissimo a
un sano intento morale e a un severo rispetto della decenza.




Domanderete di che si componga il suo repertorio.......
É una domanda che sgomenta. Per rispondervi dovrei scrivere un volume. È un repertorio che,
fra drammi, commedie, farse, riviste, balli e fantasie, abbraccia in tempo e in spazio l'universo; va
dal diluvio universale all'assedio di Makallè, comprende la mitologia, la storia patria e la cronaca
cittadina, si stende dalla China alla California, dalla Cafreria alla Groenlandia, dalle regioni dell'e-
tere agli abissi dell'oceano, dai cerchi del paradiso alle bolge dell'inferno.
C'entrano le vecchie commedie dell'arte, drammi raffazzonati di tutte le letterature, i balli del Pra-
tesi e del Manzotti, le opere del Meyerbeer e del Verdi, tutti i fasti militari della nazione dalla bat-
taglia di Coito alla occupazione di Roma, tutti i congressi, i terremoti, le epidemie, le inondazioni,
le incoronazioni, le esposizioni, le grandi scoperte che si succedettero sulla faccia dei due continen-
ti negli ultimi cinquant'anni. Tutti i sovrani, tutti i grandi statisti e generali ed eroi , tutti gli italia-
ni celebri in qualunque campo e per qualsiasi fatto, dal 1821 ai nostri giorni, passarono su quel
palcoscenico, non di nome soltanto, ma nella loro effigie, scolpiti apposta, con rassomiglianza mi-
rabile, vestiti come vestivano, riprodotti perfino, quanto era possibile, nei gesti e nella voce, pre-
sentati negli atti più importanti della loro vita pubblica e nei particolari più noti della loro vita privata.
II teatro dei Lupi rispecchiò tutta quanta la nostra nuova vita nazionale.
Gianduia arrischiò il carcere quando la parola non era libera, sfidò le polizie, preconizzò la rivo-
luzione, congiurò, fu tribuno, soffiò negli entusiasmi, glorificò i martiri, celebrò le vittorie, pianse
sulle sventure patrie, vendicò le vittime illustri dell'ingiustizia dei governi e dei popoli. Con un tal
repertorio, pensate al cumulo dei copioni che debbono dormire nei suoi magazzini: s'avvicinano
al migliaio.




E per rappresentare tutta questa roba immaginate quello che deve aver visto quel palco di ve-
stiari di tutte le fogge, d'armi di tutte le forme, d'edifizì mobili di tutte le architetture, di onde e di
rocce, di piante e di ponti, di treni e di troni , di animali da tiro, da corsa e da soma domestici e
selvatici, asiatici ed europei, immaginari e reali, dall'asino al bue di Betlemme ai cammelli della
colonia Eritrea, dal Cerbero della Divina Commedia ai draghi del Celeste Impero; figuratevi le
sacca di polvere da schioppo e di Bengala, di licopodio e di magnesio che vi debbono essere
state bruciate, e i miriagrammi di legno e di cartapesta che vi debbono esser passati in sambian-
za umana.
Le teste, appunto. Voi certo non immaginate (né io l'immaginavo) che le teste degli attori di
legno possano dare ai fratelli Lupi assai più pensieri che non ne diano ai capocomici le teste
degli attori in carne ed ossa. Ed è così, poiché essi vogliono una rassomiglianza perfetta nelle
teste dei personaggi illustri , morti o vivi che siano, e in quelle di tutti gli altri una corrisponden-
za rigorosa della fìsonomia col carattere; e non è cosa facile agli artisti il soddisfare a una tale
esigenza attenendosi ad un tempo all'esagerazione dei lineamenti voluta dall'ottica teatrale, sen-
za spinger neppure questa esagerazione oltre il limite d'una caricatura discreta.

(Prosegue.....)

















martedì 13 dicembre 2016

DIETRO LE SCENE











































Prosegue in:

Dietro le scene (2)















A senso d’equivoci, facciamo i nostri patti innanzi, che non ci sia dopo da taroccare o da guastarci il sangue!
Io non vi conduco sul palcoscenico per fornirvi l’occasione di far la corte alle donne della compagnia. Dio Guardi!... Prima di tutto posso assicurarvi che perdereste il vostro tempo. Le attrici del teatrino meccanico sono tutte ragazze ammodo, incapaci di fare uno sdrucio al sopraggitto del decoro muliebre; e di esporsi al pericolo d’una rottura per soddisfare qualche capriccio proprio od altrui.
La prima donna, benché eserciti il suo mestiere da circa dieci anni – una marionetta di buona famiglia dura di rado fino a quindici – ha sempre, se Dio vuole, tutta la mastiettatura intatta, la testa salda sulle spalle, e nemmeno una vite spanata… che è tutto dire.




L’amorosa, maneggiata un po’ troppo spesso secondo le esigenze del dramma moderno, ha qualche congiuntura un tantino sgangherata, e un occhietto o due che le fischiano a ogni movimento, ma sono accidenti inseparabili dalla natura burattinesca, e la brava figliola può sempre guardare in faccia il prossimo suo senza diventar rossa.
La servetta ha sofferto le pene dell’inferno per un chiodo conficcato male, Dio ci liberi tutti, nell’orifizio della noce del collo; pur tuttavia non c’è barba di ballerino e di pantomimo che possa vantarsi di averle offerto da bere un caffè…. Fuori di scena.
Tutte queste signore sono nubili, libere come l’aria – tranne quell’incomodo del ferro incavicchiato nel cranio – e non hanno doveri da compiere verso nessuno; e ciò non ostante si mantengono in tutto e per tutto della simpatia che ha sempre dimostrato per loro Santa Madre Chiesa, e meritevoli d’esser ricevute in qualunque casa di persone per bene. Conosco io delle femmine, che recitano la commedia con molto minor successo, e che in certe materie non potrebbero dire altrettanto.




E poi i burattini maschi sono gelosi….
Nessuno ha mai insegnato a chiudere un occhio… e chi si attentasse ad allungare le mani nel gruppo, toccando imprudentemente certi tasti e tirando certi fili alla sbadata, potrebbe sentirsi arrivare lì per lì un calcio tra le quinte da portarne il livido per una settimana. Né soltanto bisogna badare dove si cacciano le mani, ma è anche indispensabile stare attenti a dove si mettono i piedi. Il palcoscenico delle marionette è sempre così ingombro di seggiole, di panche, di sgabelli, di pioli, di carrucole, di puleggie fissate sul tavolato, di rocchetti installati a mezz’aria, di puntelli volanti, di corde, di cinghie, di fili di ferro – tutta roba che serve ai voli, alle trasformazioni, alle apparizioni, alle apoteosi dei balli e delle pantomime – che per un passo falso o per un gesto troppo vivace, c’è da provocare un cataclisma da digradarne il terremoto della Guadalupa.




Così sul subito, l’effetto che si prova dietro il sipario d’un teatrino di pupazzi, è un effetto bizzarro e sorprendente. Il luogo è angusto, oscuro, imbarazzato. Tutto intorno aleggia un odore indefinibile, un profumo speciale, acuto, vertiginoso, che dal naso sale al cervello; qualche cosa come un miscuglio di vernice, di zoccolaia, di sudore, di segatura di cipresso, di petrolio, di sugna e di… stivali; fuso e rimescolato talvolta con un soave baccellone.
Gli stangoni delle quinte vi arrivano a mala pena alle spalle; di guisa che la testa d’un uomo ordinario sporge al di sopra dei rattoppati cieli di tela dipinta, e par che galleggi framezzo alle nuvole. Lungo le pareti, unte come fette di pane levate allora di sotto lo stufatino, stanno impiccati cinquanta a sessanta poveri diavoli di fantaccini d’ambo i sessi, che in quella penombra vi guardano cogli occhi di vetro fissi e luccicanti; i quali, veduti da vicino, hanno un’espressione di spavento o di rabbia che agghiaccia il sangue nelle vene. 
Uno ha la testa voltata alla rovescia e pendente orribilmente lungo la schiena; un altro mostra le braccia contorte e le gambe attorcigliate, e la vita ripiegata in tronco sui fianchi, come se avesse una cantonata sulla....

(Prosegue...)