giuliano

mercoledì 22 luglio 2015

COSA E' LA RAGIONE? (3)








































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Cosa è la ragione? (2)

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Cosa è la ragione? (4)













...Domandarci di Lei ed i suoi fini… Scritti anche in opposti principi e credi…
Ragion per cui, ora più che mai, quando presi da altri e in apparenza più urgenti bisogni e motivi, unire la capacità di ingegno dell’umanista quanto del religioso per lo sforzo congiunto nel quale la democrazia si riconosce per preservare l’intero pianeta abitato da una Apocalisse di cui fingiamo o facciamo finta di ignorarne il ‘quadro’, non più profezia o Eretica visione ma malessere reale…
Il motivo della ‘ragione’ in questo secolo può e deve essere in-scritto nel principio dell’Ecologia, religione e scienza di ogni sana e duratura democrazia la quale nell’Economia vuol coniare moneta in tutti gli intenti di progresso equamente condiviso. Non ricchezza, giacché la ricchezza del singolo (‘stato impero dominio’) disconosce i motivi della democrazia e dell’idealismo scritti negli intenti di comuni valori distribuiti. Le ragioni al porto della ‘materia’ sono sicuramente i più validi e organizzati nemici di ogni benessere inteso come valori conservati raggiunti o (ri)cercati nel Principio morale cui appartiene lo Spirito nella forma espressione del Primo Dio (Natura che svela l’inganno della vita torturata inquisita umiliata e distrutta), affinché il Sé originario non sia irrimediabilmente afflitto perduto condannato e malato a salvaguardia dei valori della vita.
Vita la quale studiamo disquisiamo in ragione della democrazia religione ed altri principi ad essa confacenti…
Quindi l’intento mi pare più che logico per ribadire la ‘ragione’ al porto dell’imminente e futura Apocalisse che, oltre i mali di un certo tipo di ‘fondamentalismo’ da secoli disquisiti e di cui forse abbiamo seminato gli insani e deleteri principi o propositi di vendetta, dobbiamo condividere come ugual fine dallo scienziato ateo o credente che sia, sino al religioso il quale della Natura fa il suo Dio…
La ‘Ragione’ equamente distribuita al mercato della ‘materia’ può e deve chiamarsi Ecologia, ora più che mai visto il disastro superiore al male, al pari dal terrorista che dispensa deleterio terrore ed ingombra con il nero motivo in compagnia del nero petrolio il mare della vita, come la peggiore malattia al secolo della nuova venuta… approdata al porto della saggezza filosofica scienza e gnosi antica… Per il vero anche lui fa ‘materia’ ed ‘economia’ non da tutti condivisa in quanto servo di uno strano principio scritto nei  motivi del suo ed altrui martirio, ha confuso umiliato  tradito e confiscato ogni probabile verità, restituendo nel paradosso del sacrificio da lui consumato e distribuito, il terrore del suo Dio venerato, restituendo decoro ad ogni logica contraria al materiale principio virtualmente avversato!
Non vi è distanza fra il petrolio e l’indomita dottrina professata principio di vita, ambedue motivi di un ‘unico’ serbatoio che uccide pensando nutrire la Via così evoluta! Che il Profeta perdoni la Rima del resto il mio nome è Giuliano nella filosofica ‘Ragione’ inquisita…
(curatore del blog)

Taluni dicono che il mondo finirà nel fuoco, altri nel ghiaccio, io che vedo ogni giorno l’Apocalisse all’intento dello Spirito partorire il suo male, posso ben dire alla Poesia di questa Memoria, il fuoco unito al ghiaccio dell’eterno martirio con il quale il male scrive narra e abdica alla materia il suo avverso principio contrario ad ogni Dio, ad ogni elemento, ad ogni retto numero… ad ogni scienza (divina e non) dalla ‘logica’ evoluta in quanto prega adora e preserva la vita….
(Frost + l’eretico curatore del blog = ragione)

(I primi versi del sonetto di uno dei più famosi poeti americani del dopo guerra sembrano fatti su misura per prendersi gioco delle opposte schiere di coloro che, soprattutto allo scadere di ogni secolo (figuriamoci di ogni millennio!), si accapigliano sui modi in cui si mostrerà l’Apocalisse prossima ventura.
Negli ultimi decenni sembra stiano avendo la meglio i ‘partigiani delle fiamme’, sostenuti dalle più recenti statistiche dei meteorologi e dagli allarmi dei glaciologi e non solo… Complice il tanto discusso ‘effetto serra’: la Terra, in sostanza, sarebbe sul punto di trasformarsi in una gigantesca graticola su cui il genere umano, novello San Lorenzo, rischia di rosolare a fuoco lento.)


Raccolti distrutti dalla siccità,  isole inghiottite dal mare, malattie tropicali dilaganti, esodi di massa, neri terroristi, buchi di momentanea materia rischio defolt, invasioni di ultra-corpi non meglio identificati verso regioni abitate a grande concentrazione di ricchezza, globalizzazione di massa forzata verso assenza di principi, ammassi di formicai, androidi deperiti verso opposti programmatori di teologica creazione, dal programmatore originario a colui che meglio può… ripararlo fra un ballo e l’altro del suo eterno spettacolo, graticole di anti-materia al sudario della Storia senza senso e verità, improvvisi ed allucinatori caldi all’economia rinata, fredde glaciazioni all’inverno della ragione, diagrammi e sbalzi di memoria, ricchezza e dominio senza principio e logica fra una pioggia improvvisa ed un grandine non gradita che a misurarla si perde il conto del raccolto, oscillazioni e fluttuazioni quantistiche combattute fra una particella e un’onda per illuminare o offuscare ogni retto pensiero dalla borsa gestito, sbalzi e curve cui il cuore sembra trovare l’antica immagine combattuta fra Aristotele e Cartesio che lo Spirito ne rimane ammutolito, affranto, nello sguardo sconcertato perso e vuoto nella visione della nuova Apocalisse che avanza….
(il curatore del blog)


(E’ lo scenario apocalittico delineato in un rapporto reso pubblico (alla data della presente ma sempre attuale per quanto riveduta…) da 300 studiosi del clima incaricati dalle Nazioni Unite. Uno scenario non da tutti condiviso. Ma tentiamo di scoprire, al di là della cortina di fumo delle profezie e delle polemiche, ‘l’arrosto’ dei fatti scientificamente appurati.
Già intorno al 1860 il sospetto che piccoli cambiamenti nella composizione dell’atmosfera, provocati dall’attività umane, potessero causare variazioni climatiche, cominciò a farsi strada nella comunità scientifica. Alla fine del XIX secolo, il chimico svedese Svante A. Arrhenius calcolò che un raddoppio dell’anidride carbonica (CO2) avrebbe prodotto un riscaldamento globale del pianeta di 7-11 gradi Fahrenheit (4-6 gradi centigradi), rasentando sorprendentemente le moderne previsioni dei computer. Ma bisogna attendere il 1957, anno geofisico internazionale, perché l’ipotesi dell’aumento di CO2 venga confermata dai dati raccolti dall’oceanografo Roger Revelle, installò adeguati strumenti per la misurazione di CO2, nell’osservatorio climatico di Mauna Loa nelle Hawaii.
All’altro lato del continente nordamericano, intanto il celebre matematico John Von Neumann, iniziava a mettere a punto un altro strumento chiave per risolvere il giallo dell’effetto serra: il prototipo di un modello matematico dell’atmosfera. Dal laboratorio uscirono anche, nel 1975, i primi calcoli affidabili sull’andamento dell’effetto serra, verificati da studiosi di numerosi paesi: 5 gradi Fahrenheit (3 Celsius) di riscaldamento medio del pianeta per un raddoppio di CO2 nei prossimi decenni.
Nel 1979 l’Organizzazione meteorologica mondiale di Ginevra, varando la prima conferenza mondiale sul clima, fece uscire il dibattito dalla cerchia degli accademici; negli anni Ottanta, l’aggravarsi della siccità e la scoperta del buco nell’ozono hanno imposto la questione ad un’opinione pubblica sempre più preoccupata e ai pur riluttanti strateghi dell’economia e della politica. Abbiamo chiesto parere ad uno dei massimi esperti italiani sull’argomento…

Cominciamo dalle poche certezze su questo fenomeno.
Prima di tutto sappiamo che esiste. Anzi che esiste da sempre. Infatti, si dimentica spesso di far notare che si tratta di un fenomeno naturale: senza la presenza dei cosiddetti gas di serra nell’atmosfera, la Terra avrebbe una temperatura di dieci gradi sotto lo zero. Il problema non è dunque l’effetto serra in sé, ma l’aggravarsi anomalo di questo processo a causa delle attività umane.

Il colpevole è dunque accertato: l’Uomo tecnologico ‘robotizzato’ con i suoi eccessi. I suoi complici sono i sovrabbondanti gas di serra: anidride carbonica, metano, ossido di azoto, ozono troposferico, clorofluorocarburi… in quanto nei paesi industrializzati, un terzo delle emissioni di anidride carbonica proviene dalle auto e dai gas provenienti dalle fabbriche e centrali termoelettriche....




















martedì 21 luglio 2015

COSA E' LA RAGIONE?


















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Cosa è la ragione? (2)














…A questo punto Dirac che, appena venticinquenne, non apprezzava appieno la virtù della tolleranza.
 ‘Non capisco perché mai stiamo a parlare di religione?’, disse….


Infatti…, giacché l’intento è ora quello di superare i motivi di una disquisizione antica, in quanto Dio ci appartiene più o meno come comune denominatore  principio della vita, quindi anche colui che si professa ateo in realtà condivide nel paradosso ‘enunciato’ un proprio Dio del quale nutre timore soggezione e doveroso rispetto in seno alle leggi da Lui stabilite e studiate (anche se poi vengono applicate per fini avversi alla logica di un probabile Creatore o programmatore per attenersi al linguaggio confacente dello scienziato), così, simmetricamente, il credente spesso cade nelle ragioni opposte che motivano il suo credo in disaccordo con i principi del Dio pregato, le infinite guerre negli Orrori ed Errori di avversi fronti tra fede ortodossa ed Eretica dimostrano la veridicità del principio predicato tradito e troppo spesso umiliato, ragioni di un falso Creato così inutilmente pregato.
Una cosa mi sembra importante con tutta l’umiltà di colui che non esprime difficile Parola o Rima circa l’argomento (religioso) motivato, e del quale, come principio ho abdicato ogni mio pensiero senza commento alla letteratura eterno giudice del difficile confronto. Giacché troppi uccisi tormentati cacciati perseguitati torturati… ed al diritto della vita sacrificati in eterne disquisizioni processi confronti guerre e morti su opposti fronti. Ragion per cui l’intento decade quando la crosta su cui poggiamo ogni motivo e confronto brucia Apocalisse senza diritto di Parola al tribunale della Storia, perché l’uomo ateo o religioso con o senza Dio sta distruggendo il ‘Principio’…(al dottor ‘Stranamore’ suggeriamo altro intento che non sia la fine di ogni logica disquisizione al porto della ragione distribuito… per superiore motivo e principio). 
Dalla fisica sono approdato per successione di gradi alla metafisica, cioè da Dirac a Checov, onde per cui ho seguito un criterio logico proprio dello Spirito per svelare i motivi di un ‘credo’ che appartengono indistintamente al codice genetico di ogni individuo, sia esso codificato dal cervello sia esso codificato dal cuore.
La Ragione cosa impone? Quale procedimento logico per svelare i motivi che possono unire giammai dividere intenti con il fine di spiegare scoprire e sempre migliorare la vita, mai nel senso unico cui la materia destina la capacità propria di sovrintendere due principi per propri fini. Il nostro secolo rischia questo paradosso scritto nel collasso di cui il Principio porta alla manifestazione dei ‘perché’, senza i ‘perché’ non potremmo confrontarci su opposte argomentazioni. Senza i ‘perché’ motivati dal grado della probabile virtuale o certa evoluzione, non potremmo domandarci del nostro Sé originario e riflesso. Senza la vita la quale evolve i ‘perché’ dall’alba della ragione non potremmo motivare ogni valida disquisizione, ogni valido motivo, ogni valido principio.
Il nostro secolo si sta avviando verso il baratro pre-figurato di ‘eventi’ ed ‘immagini’ delle quali godiamo disastri scritti (o tacitati) nella Storia, un cancro assente alla democrazia estraneo alla religione e contrario al principio del libero arbitrio, convergente in realtà uniformate e adatte per quella unicità di intenti e pensiero estranei all’uomo ed alla vita, così come disquisita dal teologo quanto dallo scienziato con retto saggio e sano principio. Quel cancro che può chiamarsi ‘dittatura’ palese e non, scritta quale motivo unificatore (vie infinite che corrono fra genti e popoli di cui lo Spirito si nutre in ragione della materia che sazia così come pensano la vita, quando la via, in verità, diversa ed ora più smarrita all’Anima sofferta per questa falsa ‘dottrina’), che di certo livella ogni intento di sana concezione dell’essere scritto nella morale di intenti finalità e principi evoluzionistici propri della vita e di cui ogni ‘forma’ animata e non, indistintamente appartiene.
…E di cui, tanto il razionalista e scettico scienziato quanto il moderno teologo debbono fare saggia e dovuta meditazione disquisizione ed unione di intenti nella ragione dei propri motivi… In quanto la dittatura (palese e non) disconosce  morale e diritto di ogni logica scritta nel libero arbitrio, opponendo motivi e principi i quali pensa crede e rende virtualmente superiori (rispetto ai reali cui evoluti nei secoli dalla Natura formati), così l’economia la quale cresce sul solido humus culturale a lei confacente e congeniale desiderato e agognato del ‘monolitico’ e piatto mare di intenti e principi di rosso o nero vestiti, cieca dinnanzi alle urgenze vitali dell’essere ed appartenere alla vita, oppone tutte quelle logiche di presunte superiori urgenze lussi benefici traguardi ricchezze e via dicendo.
Non possono regnare urgenze quando le risorse vengono meno, o peggio quando l’uomo ne abusa indiscriminatamente. Un sano economista un retto scienziato un saggio teologo, possono convenire che il miglior credito della Terra nei confronti della capacità di saper creare ricchezza del corpo quanto dello Spirito regna nei suoi principi regolatori. Millenari motivi, direbbe lo scienziato quanto il religioso, e di questo convergono ad uguale principio.
E di e su questo, abbiamo ancora tanto da imparare studiare e pregare!

(Nella visione economica convenzionale, il consumo rappresenta la via al benessere umano. Più si ha e più si è considerati ricchi. Si ritiene che al crescere dei consumi corrisponda un miglioramento del benessere. Questo punto di vista riesce a spiegare molto bene il motivo per cui il perseguimento del maggior prodotto interno lordo (‘pil’) sia diventato uno degli obiettivi politici fondamentali di quasi tutti i paesi.
Un ‘pil’ in aumento simboleggia un’economia robusta e fiorente, più potere di spesa, vite più ricche e soddisfacenti, più sicurezza familiare, scelta più ampia e maggiore spesa pubblica. I mercati finanziari si rallegrano per l’ascesa dell’ ‘uccello d'oro’ dell’India e la sua classe di consumatori; e la robusta economia cinese ha portato a un senso di ottimismo nel mercato ugualmente straordinario. Però, l’economia è rimasta quasi intenzionalmente silenziosa sul fatto che la gente apprezzi o meno determinati beni e servizi. 
Il modello ‘utilitaristico’ è diventato così popolare che gran parte dei libri di testo di economia quasi non parlano delle sue origini e men che meno mettono in discussione la sua veridicità. Tutto quello che gli economisti sanno dire a  proposito dei desideri delle persone deriva da ciò che deducono dai comportamenti di spesa. Se la domanda per una particolare automobile, elettrodomestico o strumento elettronico è alta, sembra chiaro che i consumatori, in generale, preferiscono quella marca anziché un’altra.
I motivi dietro a tale scelta rimangono oscuri all’economia. 
Fortunatamente, altre aree di ricerca, quali la psicologia del consumo, il marketing, e la ricerca motivazionale, hanno sviluppato un bagaglio di conoscenza decisamente più ampio. Questa ‘scienza del desiderio’ si è occupata principalmente di aiutare i produttori, dettaglianti, venditori e pubblicitari a progettare e vendere prodotti che i consumatori compreranno. Una minima parte della ricerca si preoccupa esplicitamente dell’impatto sociale e....















mercoledì 15 luglio 2015

COSA E' LA RELIGIONE? (3)







































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Cosa è la religione (2)

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Cosa è la religione? (4)













...Terra e del cielo vengono unite: il dito di Dio sana attraverso il dito di uno scheletro.
I misteri sono la grande via che gli Dèi, nella loro misericordia, hanno concesso agli uomini per purificarsi e risalire.
.....Queste sono diatribe, opposizioni, riflessi della grande confusione del nostro tempo. Non di questo voglio scrivere…. Avremo occasione di confrontare le nostre ragioni.
(Luca Desiato, Giuliano l'Apostata)

Un vescovo anziano si alzò in piedi…
Indossava l'umile tunica di un sant’uomo, e non le ricche vesti di un principe.
‘Esiste un solo Dio. Uno solo, dall'inizio dei tempi’.
‘Sono d'accordo. E può assumere tutte le forme che vuole, perché è onnipotente’.
‘L'unico Dio ha una sola forma’.
La voce del vecchio, per quanto esile era ferma.
‘E quest’unico Dio non si è forse rivelato nel libro sacro degli ebrei?’.
‘Sì, Augusto. Ed è sempre Dio’.
‘E Mosè non ha forse detto, nel libro che si chiama Deuteronomio: “Nulla aggiungerai alla mia parola, e nulla toglierai?”. E non ha maledetto chi trasgredisce la legge che Dio gli ha dato?
Ci fu una pausa…
I vescovi erano scaltri e capivano bene che gli stavo tendendo una trappola: ma erano costretti a seguire il libro sacro, perché non c’è nulla di ambiguo, in quel passo.
‘Tutto ciò che ha detto Mosè, come tu stesso affermi, non solo è vero, ma eterno’.
‘Allora’, dissi facendo scattare la trappola…
‘Perché modificate la legge a vostro piacimento? Avete tradito in mille modi non solo Mosè, ma anche il Nazzareno, dal giorno in cui l’eretico Paolo di Tarso ha detto:  “Cristo è la fine della legge!” Voi non siete né ebrei, né galilei, ma semplici opportunisti…’.
A quel punto scoppiò l'uragano…
I vescovi balzarono in piedi gridando frasi dei testi sacri, insulti, minacce. Per un momento pensai che avessero intenzione di aggredirmi lì sul trono, ma per quanto furibondi, si mantennero nei limiti. Mi alzai e mi diressi verso la porta in fondo alla sala, ignorato dai vescovi, che adesso si insultavano a vicenda, oltre a insultare me. Stavo per uscire dalla sala, quando l'anziano vescovo che mi aveva sfidato d'improvviso mi sbarrò il passo.
Era Maris di Calcedonia…
Non ho mai visto tanto rancore sul viso di un uomo.
‘Sei maledetto!’.
Per poco non mi sputò in faccia. Il tribuno delle guardie scolari sguainò la spada, ma io feci cenno di tenersi lontano.
‘Forse da te, ma non da Dio’. Risposi in tono mansueto, quasi come un galileo.
‘APOSTATA !’, mi gridò in faccia. Sorrisi.
‘Non io. Tu. Io adoro gli stessi Dèi che gli uomini hanno adorato fin dall'inizio del mondo’.
‘Sei tu che hai abbandonato non solo la filosofia, ma Dio stesso’.
‘Brucerai all'inferno!’.
‘Attento, vecchio, sei tu quello in pericolo. E tutti voi. Non pensare che tutte le generazioni che si sono succedute dalla morte del Nazareno contino più di un istante, nell’eternità. Il passato non cessa di esistere solo perché voi vi ostinate a ignorarlo. Hai scelto la divisione, la crudeltà,  la superstizione. Ebbene, ho intenzione di fermare questa malattia, di recidere il tumore, di rafforzare lo Stato...
Ora fatti da parte, amico, e lasciami passare’.
(G. Vidal, Giuliano)

In campagna continuò a condurre la stessa vita nervosa e irrequieta come in città…
Leggeva e scriveva molto, studiava la lingua italiana e, passeggiando, pensava con piacere che ben presto si sarebbe rimesso al lavoro.
Dormiva così poco che tutti se ne meravigliavano; se per caso si assopiva di giorno per una mezz’ora, poi non dormiva più la notte e dopo la notte insonne, come se nulla fosse, si sentiva vispo e allegro.
Parlava molto, beveva vino e fumava sigari cari.
Dai Pesockij venivano spesso, quasi ogni giorno, signorine del vicinato che insieme con Tanja suonavano il pianoforte e cantavano; a volte ci veniva un giovanotto, un vicino che suonava bene il violino. Kovrin ascoltava la musica e il canto con avidità e ciò lo estenuava, cosa che si esprimeva fisicamente col fatto che gli si chiudevano gli occhi e il capo gli si piegava da un lato.
Una volta dopo il tè della sera era seduto sul balcone e leggeva. Nel salotto intanto Tanja, che era soprano, una delle signorine, che era contralto, e il giovanotto stavano studiando sul violino la nota serenata di Braga. Kovrin tendeva l’orecchio alle parole - che erano russe - e in nessun modo ne poteva capire il senso. Infine, lasciato il libro e prestato ascolto con attenzione, capì: una fanciulla dall’immaginazione malata udiva di notte nel giardino certi suoni misteriosi, belli e strani a tal punto da dover riconoscere in essi una sacra armonia che per noi mortali, è incomprensibile e perciò se ne vola indietro nei cieli.
A Kovrin cominciarono a chiudersi gli occhi…
Egli si alzò e, colto da spossatezza, fece un giro per il salotto, poi per la sala. Quando il canto si interrompe, prese Tanja a braccetto e uscì con lei sul balcone.
‘Fin da stamattina mi tiene occupato una leggenda’, disse…
‘Non ricordo dove l’abbia letta o udita, ma è una certa leggenda strana, priva di senso comune. A cominciare dal fatto che non si distingue per chiarezza…: 
Mille anni or sono un certo monaco vestito di nero andava per il deserto, non so dove nella Siria o nell’Arabia... Distante alcune miglia dal luogo dov’egli camminava, alcuni pescatori videro un altro monaco nero che avanzava lentamente sulla superficie di un lago. Questo secondo monaco era un miraggio. Adesso dimenticate tutte le leggi dell'ottica, che la leggenda, a quanto pare, non riconosce, e ascoltate il seguito… Dal miraggio risultò un altro miraggio, poi dal secondo un terzo, talché l'immagine del monaco nero cominciò a riflettere senza fine da uno strato dell’atmosfera in un altro. Lo vedevano ora in Africa, ora in Spagna, ora nell’India, ora nell’estremo Nord. Infine egli uscì dai limiti dell’atmosfera terrestre e adesso va errando per tutto l’universo, senza mai incontrare in nessun modo le condizioni nelle quali potrebbe svanire. Forse lo vedono....















domenica 12 luglio 2015

COSA E' LA RELIGIONE?


















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Cosa è la religione (2)













…A questo punto Dirac che, appena venticinquenne, non apprezzava appieno la virtù della tolleranza.
 ‘Non capisco perché mai stiamo a parlare di religione?’, disse.
 ‘Se siamo onesti, e in quanto scienziati l’onestà è un nostro preciso dovere, non si potrà fare a meno di ammettere che qualsiasi religione è una congerie di asserzioni false, prive di ogni fondamento reale. L’idea stessa di Dio è un prodotto dell'immaginazione dell'uomo. Capisco perfettamente che l’uomo primitivo, più esposto alle incontrollabili forze della natura, abbia personificato queste forze mosso dalla paura. Ma oggi sappiamo di più sull’universo, e non abbiamo più bisogno di questi espedienti.
Vi assicuro che non riesco a capire in cosa può esserci utile postulare l’esistenza di una divinità onnipotente; capisco che un postulato del genere non porta ad altro che a sterili interrogativi: perché Dio permette l’esistenza del male e del dolore, o lo sfruttamento dei poveri da parte dei ricchi, o altri mali che Egli avrebbe potuto facilmente evitare?
Se oggi esiste ancora un insegnamento religioso, sappiamo benissimo che ciò avviene non perché la religione ci convinca, ma per tenere tranquille le classi subalterne. E’ più facile governare dei sudditi disarmati e pacifici ed ignoranti, piuttosto che individui insoddisfatti che protestano; ed è più facile sfruttarli, anche. E’ già stato detto: la religione è come l’oppio: i popoli si cullano con sogni visionari dimenticando le ingiustizie e lo sfruttamento reali. Di qui l’alleanza tra le due grandi forze politiche dello stato e della Chiesa. Entrambe trovano comoda l’illusione che un Dio buono ricompensi, se non in questo mondo, nell’altro, coloro che non si sono levati contro l’ingiustizia ma che si sono sottomessi docilmente e magari con gratitudine ai doveri che vengono loro imposti. E questo è il motivo per cui dire onestamente e francamente che Dio è solo una creazione dell’immaginazione è considerato il più nero di tutti i peccati mortali’.

 ‘Non si può giudicare la religione, come tu fai, solo in base alla strumentalizzazione politica che ne viene fatta’, obiettai.
‘Questo perché ogni cosa in questo mondo è suscettibile di strumentalizzazione: anche l’ideologia comunista di cui poco fa ti sei fatto portatore. Tieni presente che sempre esisteranno le società degli uomini, e che deve per forza esistere una lingua comune in cui parlare della vita e della morte, e della più ampia cornice in cui si svolge il nostro esistere. Questa ricerca di una lingua comune ha portato, nella storia, all’elaborazione di forme spirituali dotate necessariamente di grande forza di persuasione: come altrimenti avrebbero potuto tanti uomini vivere con esse e per esse durante tanti secoli? 
Non si può liquidare sommariamente la religione sulla base di considerazioni come le tue. Ma forse tu sei così critico perchè senti il bisogno di un’altra e nuova religione in cui non si dia l’idea di un Dio personale’.

 ‘Io non apprezzo nessun mito religioso’, rispose Dirac, ‘se non altro perché si contraddicono l’un l’altro. Sono nato in Europa e non in Asia solo per caso: non vedo perché ciò dovrebbe costituire un criterio di giudizio per stabilire che cosa è vero o in che cosa dovrei credere. Io posso credere solo in ciò che è vero. E in quanto al retto comportamento, posso giungere a stabilirlo per mezzo della ragione soltanto in base alla situazione in cui mi trovo: poiché vivo in società come altri, devo attribuire a questi stessi diritti che reclamo per me.
Cerco di essere equo: non mi si può chiedere altro.
E le chiacchiere sulla volontà di Dio, sul peccato e sul pentimento, su un mondo oltre questo verso il quale dobbiamo tendere, ad altro non servono che a nascondere questa nuda verità. Credere in Dio c’incoraggia a pensare che Dio vuole che noi ci sottomettiamo a una forza superiore: idea utilissima per mantenere certe strutture sociali che magari hanno avuto senso in passato, ma che certo non hanno più posto nel mondo moderno. Trovo inaccettabili tutti questi discorsi sulla cornice più ampia e compagnia bella.
La vita, in fondo, è come la scienza: vivere significa incontrare difficoltà e cercare di superarle. E le difficoltà si vincono solo una alla volta: la tua cornice più ampia non è che una sovrastruttura mentale aggiunta a posteriori’.

Qualche tempo dopo, credo a Copenaghen, parlai di questo con Bohr. Egli prese immediatamente le difese di Dirac.
 ‘Trovo degno di lode’, disse, ‘che Paul si sia battuto senza compromessi per difendere tutto ciò che si può esprimere con linguaggio chiaro e logico.
Egli è convinto che ciò che si può esprimere, si può esprimere con chiarezza: o, per dirla con Wittgenstein, che - su ciò di cui non si può parlare si deve tacere -. 
Dovresti vedere i manoscritti che mi invia Dirac: la grafia è così chiara, l'assenza di correzioni così assoluta, che solo il guardarli è fonte di piacere estetico. Se suggerisco l’opportunità di cambiamenti anche minimi....













domenica 5 luglio 2015

COSA E' LA DEMOCRAZIA? (1)










































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La civiltà così come la conosciamo o pensiamo conoscere (come spesso quel ‘Dio’ Dèi e ‘nulla’ oggetti di eterne argomentazioni quali principi regolatori in cui l’uomo si domanda, in opposti o concordi motivi, i ‘perché’ della vita: le ragioni del privilegio o della miseria, il destino accompagnato a molte altre domande con cui si distingue per la capacità della ragione, o se non altro dovrebbe, fin tanto ancora in uso, …contraddistinguere nel senso ‘gnostico’ o all’opposto ‘ortodosso’ di volontà e conoscenza, oggetto e motivo di nostra attenzione in codesto ‘blog’ da cui distribuiamo giusta ‘fotosintesi’ e nutrimento per rifletterla, fin tanto la democrazia ci assiste, al bosco di probabile vita, linfa e ossigeno principio e giusta condizione di crescita…) si è evoluta nella forma più congeniale all’uomo. Nei millenni e secoli si è giunti alla ‘democrazia’ più o meno manifesta in quasi la totalità della Terra abitata, così come si è simmetricamente creata la perfetta capacità di abitare ugual contesto detto, nelle ragioni di una Geografia (indipendentemente dai principi della storia cui ognuno costretto giacché i motivi di conflitto fra una Natura democraticamente evoluta, pur nei ‘terremoti’ che hanno ‘rivoluzionato’ le originarie condizioni, e, i principi espressi nella volontà di voler conoscere e quindi regolare l’esistenza su una presupposta superiorità riflessa nello specchio di quanto ‘antidemocraticamente’ conquistato, hanno reso manifesti eventi nei quali riconosciamo e misuriamo la nostra costante evoluzione) e  Storia più o meno compiuta, le quali hanno manifestato e continuano giornalmente a manifestare le opposte zolle su cui edificare quel termine su cui tanti troppi si misurano: ‘democrazia’ per l’appunto così enunciato…
Cosa è per il vero la democrazia?
Cosa era e cosa diverrà?
Come è nata e come si evolverà?
Chi ne è custode e chi colui che la farà ulteriormente progredire o al contrario regredire?
Donde viene e dove andrà?
Tutte domande su cui i vari addetti ai lavori della ‘casta’ si affannano in questi giorni, ove, appunto, la Storia manifesta le urgenze asservite all’Economia. Ed in questa sede mi astengo nel fare nomi fatti e luoghi, fedele a quel principio gnostico regolatore del fattore Tempo, su cui lo spazio e l’Universo manifestano i principi dell’essere ed appartenere in modo ‘ciclico’ o (dicono) ‘evoluto’ alla Storia, riflesso del Secondo vissuto. Quindi per non essere ermetici ed opposti alla ciclicità detta, privi ed immuni a qual si voglia paradosso umano…, infiniti, cioè, rispetto al Tempo e la Storia nello spazio evoluta…
Ognuno convinto di tutelare, in nome di un evento importante, il ruolo della cosiddetta Democrazia nominata ed abusata o troppo spesso violentata, sia in ambito nazionale ed europeo e successivamente mondiale, vorrebbe parlarne per ribadirne il concetto il quale secondo la cultura stratigrafica accertata pensa essergli proprio e confacente con il suo bagaglio genetico. In riferimento a quanto detto quante volte abbiamo visto e continuiamo a vedere Orrori ed Errori in nome di una presunta democrazia raggiunta la quale per essere tutelata nei presunti traguardi ed ove ognuno si riconosce o all’opposto ne accerta i limiti, manifesta tutte le sintomatologie contrarie della manifesta provenienza, ed altresì vi regna  il ‘velato’ accompagnato dall’inganno…
In realtà e verità dei fatti, chiunque con un giornale pagato dallo Stato, di cui gode privilegi e contributi, quindi immune dalla libera e democratica parola, ma con la quale parola si misura, e simmetricamente, i loro colleghi distribuiti ‘democraticamente’ alla ‘parabola’ della nuova ‘visione’…  dal ‘canone’ distribuita, paradossalmente servi indistintamente dei propri padroni, parlano e ciarlano di Democrazia ed ora più che mai di… Economia… Sia chiaro, ora che nasce la giusta rima alla luce della strana parola evoluta nel paradosso di codesta democratica via… rispondiamo all’inganno della vita dalla materia gestita.
Nella realtà dei fatti il paradosso detto da quanto loro pubblicato ed enunciato (in ragione e fedele all’interesse principio di ogni stato, e chi è Anarchico o solo Eretico accertato figlio e servo del proprio Spirito e anche perseguitato…, il pennivendolo appare un onesto e comune ciarlatano) è da loro pubblicamente ‘accentrato’, in rappresentanza di un stato virtualmente democratico.
Libertà ed economia difficilmente vanno di comune accordo!
Ragion per cui, anche se propensi al dono che contraddistingue o dovrebbe contraddistinguere l’uomo più o meno evoluto (tanto è vero che si riconoscono dalla ‘testata’ cui ogni ragionamento vorrebbe apparire arguto), sempre facenti parte, però, di una casta la quale nel paradosso della ‘parola’ e nella stratigrafica cultura cresciuta, per il vero è nemica, sia della libertà, che della democrazia così tradita. Perché accentra il potere, a cui e con cui, si riconosce la loro ‘parola pre-costituita…’. Chi piccolo o eretico, o come detto, anarchico avverso o solo allergico, figlio del suo Dio folle in Cristo, sarà democraticamente taciuto… in ragione dell’ortodosso principio da ogni ‘verbo’ discusso…
Abbiamo tutti visto, a conferma di quanto detto, il ‘bravo scolaro’, primo ministro di stato, prendere parola per ribadire pubblicamente (fedele servo della ricchezza del nuovo Impero da un Cancelleria distrutto e poi rinato), che lui, pur non essendo calvo ne ‘nero’ compiuto, ma figlio di chi il potere ha voluto, non essendo riconosciuto dal popolo sovrano, i connotati ha modificato, fedele ad un popolo che urla il cambiamento anti-democratico votato per ragion di stato… Fedele all’Impero evoluto, ove se pur da tante nazioni composto, uno solo detta l’insana economia per vincere la nuova supremazia ed anche la perenne guerra persa ragione della sua vita. Un solo maestro in questa accademia e tutti gli altri hanno taciuto: scolari ed alunni… della nuova Cancelleria affinché la baionetta non sia giammai spuntata all’ora della lezione di cui non è gradita la memoria… inquisita. 
Ecco…, scusate…, ma torna la Rima, quando la risposta braccata chi pensa la vita regolata dalla meschina materia. Allora, come dicevo, sono partito in tono deciso e più che accademico e alquanto serio, io Eretico perseguitato che da tempo sono perseguitato (da chi cieco ad ogni diritto violato e democraticamente difeso) in ragione del mio pensiero eternamente esiliato. Come quell’umile Fraticello in un tempo o evo non troppo antico (costruisco alla mia povera ora degna e rimata risposta alla democratica parola) arso al fuoco di chi evoluto nel ricco creato e della ricchezza e ingiustizia ne fa ragione e regola di vita. In quella (falsa) democrazia Dio fu arso vivo al rogo perché sosteneva la povertà inquisita della Prima Parola…
Ecco, signori, oggi come allora, visto che tutti siamo figli di quelle ceneri della Storia, un nuovo Eretico, mentre cammina al patibolo della stessa ora, apostrofa parola e risponde ai molti che calunniano e sputano su l’antico motivo ed ingombrano il suo (quanto mio) umile cammino, per questo arso da ugual principio di chi privò il diritto alla parola… perita e sconfitta…
Dalle fondamenta di quella ‘democrazia’, che ancor prima fu Impero, sveliamo il paradosso della memoria in quanto mise al Teschio chi aveva partorito siffatto umile servo di Dio… Obbedì ad un popolo che voleva il suo Dio morto (ogni Dio per il vero nato…). Quindi, come dicevo, il calvario di questa ‘democrazia’ ha conosciuto molti inciampi, e chi può dar motivo di giusta ‘parola’ deve essere accorto a non compiere contraddizione antica di chi predica ‘retta’ parola al salmo del Tempio, poi uccide il Profeta del verbo… pregato (strana contraddizione giammai capita, nominata condizione dell’essere ed appartenere al senso morale della vita….?). Tra il ‘verbo’ pregato ed il Dio crocefisso in odor di Eresia perseguitata dallo stesso suo popolo… e poi ancora, nella colpa commessa, creare e fondare Chiesa per espiare il peccato consumato, per poi di nuovo ‘democraticamente’ e ‘cristianamente’ fondare ugual Impero per crocifiggere il Verbo quale ‘verso’ di Dio…
I signori di allora, dotti dottori di chiesa (per chi non immune alla Storia), pii e retti nel dispensare ‘divina parola’, custodi dell’Ortodossia e della Teologia fondata da chi uscì dal Tempio così avverso allo stesso suo Principio. Ragion per cui, io che sono a buon diritto perseguitato da chi araldo e custode o fors’anche solo falso padrone dello stesso principio (ora disquisito) da lui così tradito, posso ben dire… che la ‘democrazia’ si misura nel paradosso della persecuzione, chi di ugual principio (si professa)  custode ed araldo di quanto offeso e tradito. In verità si fa  verbo e AntiCristo dell’opposto di quanto falsamente ed indegnamente professato e sacrificato (libero arbitrio inquisito). Volpe a guardia del pollaio comandato e custodito (perdonatemi quanto detto ma è la Storia a proferire verbo inquisito).
Quindi nel mio umile esilio per sempre calunniato posso ben dire la ‘democrazia’ assente al peccato della materia (o se preferite ‘dottrina’) che crea le ragioni di una ricchezza contraria allo Spirito disceso sul libero arbitrio in questa terra condiviso. Il conflitto è antico, più antico di chi profeta o giudice custode del diritto, in quanto Dio o l’Anima, libera e priva del principio nominato peccato originario, cui una strana ‘scienza’ ha attribuito la colpa insita proprio nel motivo della Conoscenza ambizione di qualsiasi essere narrato.
Né superiore o inferiore al creato custodito, giacché non avremmo conosciuto l’Evoluzione quale giudizio di Dio, ma una mela un albero un diavolo tentatore e un uomo con una costola che per il vero nel mito detto è già condannato all’infermeria dell’inferno così narrato, qui taccio la sua Eva complice del peccato donato, così mi par nata la teologica e democratica parola custodita in milioni di ère disquisita finché non apparve diversa spirale al mito pregato in un filosofico discorso creato…
Tutto ciò per dire ora come pria, che vi è uno scontro non solo storico, chi in fede del proprio motivo e della conoscenza dispensata con grande saggezza forma l’antica frattura geologica della materia evoluta nella terrena certezza di opposti principi che governano i miseri motivi di questa vita caduta entro la prigionia della materia democraticamente detta… Ma anche…, la verità accertata entro la spirale evoluta nel principio della ‘democratica’ via concessa… quale specchio della vita riflessa e non condannata o subita quale Inferno limite della conoscenza non concessa né ammessa….
Questa Filosofia, anche lei certamente non immune dal peccato, madre di una teologia evoluta… e per taluni Eretica…, pur nell’errore di chi incapace di sconfiggere i mali terreni ugualmente consumati, ha riconosciuto i motivi di un potere nella materia evoluto, di cui un aspetto è la strana economia ‘pregata’ e nel tempo cresciuta… In poche parole ha constatato che nel presunto peccato consumato il perdono o forse solo il pentimento non condizione e motivo sufficiente  per i nuovi padroni del Tempio Dio denaro.
…Ragion per cui, fedeli alla Storia tramandata e custodita nell’abbisso del Tempo (ora) comandato, contraria alla via da tutti condivisa, ma certamente più ricca e saggia come e più di pria, ove ognuno più o meno nella (culturale e paradossale condizione…) contraddizione rilevata si riconosce quale fedele scudiero pur nei limiti dei terreni interessi così intaccati; si sta consumando o forse costruendo l’antica stratigrafia tragedia dell’evoluta e democratica coscienza cui il nostro tempo sembra immune quale condizione del frutto proibito da non assaporare per quella conoscenza punita e fors’anche inquisita al Tempio della vita da Mammona custodito. Contrario alle ragioni condivise al porto della Storia e Geografia geologia della Terra evoluta, e con cui ognuno dovrebbe specchiare la propria Anima al mare della comune parola nata…
Per cui mi pare più che logico che non vi è nessuna ‘democrazia’ nell’odierno intento della ‘parola’ al potere costituita, di chi pone come principio di vita una sana e robusta e duratura economia che regola la vita. Certamente la ‘democrazia’ impone che si rispettino tutte le regole e sacrifici equamente condivisi (e per il vero codesto intento nel paradosso detto non equamente diviso al porto dello Straniero smarrito e fuggito e dal ricco abortito), e questo mi par sottinteso, ma quando codeste regole non sottintendono ugual codici genetici ai valori morali nel giudizio di Dio in ognuno cercato (più o meno senza il Dio denaro), si scontrano diversi e opposti principi: chi (si ragiona) evoluto in base al reddito raggiunto, e chi invece, al contrario, maturo in riferimento allo Spirito ‘democraticamente’ taciuto. Perseguitato per un principio superiore ad un altro nel quale il motivo di appartenere alla vita non è Memoria grassa e ingorda che pretende saggezza nella odierna contraria direzione equamente e giornalmente distribuita. Il peccato può essere consumato nel debito contratto, lo dice anche l’antica preghiera, e può avere sicura e certa soluzione che non sia giammai figlia di....














giovedì 2 luglio 2015

L'ARTE DELLA MENZOGNA (politica) (1)



















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L'arte della menzogna (politica...) (2)













Mi sono lasciato persuadere dall’insistenza di alcuni amici a interrompere il lavoro iniziato in uno scritto precedente per dedicarmi alla stesura di un saggio sull’arte della menzogna politica.
Ci è stato insegnato che ‘il Diavolo è il padre delle menzogne, bugiardo sin dal principio’; non v’è dubbio, quindi, che l’invenzione è antica e, quel che è peggio, il suo primo impiego fu puramente politico, volto a minare l’autorità della verità (sovrana e non) e a indurre una terza parte dei sudditi alla disobbedienza.
Per questa ragione il Diavolo venne cacciato dal Paradiso dove rivestiva la carica di vicerè di una grande provincia occidentale e fu ridotto a esercitare il proprio talento in regioni inferiori, fra spiriti caduti o poveri illusi che tenta costantemente di indurre al suo stesso peccato. E così sarà fintanto che resterà incatenato in questo abisso senza fondo.




Sebbene sia il padre della menzogna, al pari di altri grandi inventori, la sua reputazione è stata con il tempo adombrata dalle continue migliorie apportate da altri alla sua arte. Nonostante le rigorose ricerche, non ho rinvenuto nell’antichità il nome di colui che per primo elevò la menzogna al rango di arte e l’adatto alla politica; pertanto la considerò secondo il sistema moderno è così come è stata coltivata in quest’ultimo ventennio nelle regioni meridionali della nostra isola.
Raccontano i poeti che quando i giganti furono spodestati dagli Dèi, la Terra per vendicarsi produsse la sua ultimogenita, ‘Fama’. E la favola viene così interpretata: quando, all’interno di una nazione si placano i tumulti e le sedizioni, maldicenza e menzogna si diffondono in abbondanza.




Sulla base di quanto detto, la menzogna all’interno di uno stato costituisce l’ultimo appiglio di uno schieramento terreno sconfitto e ribelle. In questo i moderni hanno introdotto grandi innovazioni, servendosi di quest’arte per acquisire e mantenere potere e per attuare una vendetta in caso di perdita, agendo come fanno le bestie per procacciarsi il cibo quando sono affamate o quando azzannano chi li attacca.
Ma non si può sempre applicare questa genealogia alla ‘menzogna politica’; desidero pertanto raffinare il concetto attraverso alcune notizie sulla sua nascita e i suoi avi. Una menzogna politica è spesso il frutto della mente di uno statista licenziato e viene trasmessa per essere alimentata e vezzeggiata dalla gente.




Alle volte viene al mondo in forma di mostro e poi ‘messa a punto’, altre volte nasce completamente formata e viene deturpata nella messa a punto. Accade che venga alla luce secondo le regole e che necessiti tempo per maturare, come un neonato; accade anche che venga al mondo già nel suo pieno splendore e si sciupi con il tempo.
A volte vanta nobili natali e a volte è figlia di un agente di borsa. Da una parte strilla forte quando il grembo si apre, dall’altra viene al mondo con un sussurro appena accennato. La menzogna che in questi giorni assorda metà regno con il suo fragore, ancora troppo tronfia e grande per rivelarci il marchio dell’autore, io la ricordo quando era ancora un sussurro il vagito di un infante.
Concludendo, quando viene al mondo come un innocente neonato, senza pungiglione, questo mostro nasce morto e quando perde il pungiglione, muore. Non c’è quindi da stupirsi che un infante dalla nascita così prodigiosa venga destinato a grandi avventure elevandosi, per l’appunto, al ruolo di custode spirituale di uno schieramento con un potere ‘generazionale’.




La menzogna riesce a conquistare regni senza fare la guerra e talvolta proprio perdendone una; può dare e togliere lavoro, può ridurre una montagna a un mucchietto di terra e fare di un mucchietto di terra una montagna. Ha presieduto per molti anni ai comitati delle elezioni: riesce a fare di un moro un bianco, di un ateo un santo e di un dissoluto un patriota; può fornire informazioni segrete ai ministri stranieri e accrescere o rovinare la reputazione di una nazione.
La menzogna è una dea che si libra nell’aria con un enorme specchio per poter abbagliare le folle e mostrare, a seconda dell’inclinazione, la loro rovina nel loro interesse e il loro interesse nella loro rovina. In questo specchio si riflettono e rifletteranno i vostri più cari amici ornati di abiti cosparsi di flower-de-luces e con una tiara in capo: alle loro vesti vedrete appese catene, collane e zoccoli di legno.




I vostri peggiori nemici li vedrete con la cornucopia in mano, adornati con le insegne della libertà, della proprietà, dell’indulgenza e della moderazione. Le sue ampie ali, come quelle di un pesce volante, funzionano soltanto se tenute umide; per questo le immerge nella melma e, levandosi di nuovo in volo con rapidi colpi, getta fango negli occhi della moltitudine, per poi calarsi nuovamente nella melma e rifocillarsi.

(Prosegue....)